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Salvini rieletto alla guida della Lega: «Basta armi e soldi all’Ucraina»
Nel discorso prima del voto, il segretario annuncia che porterà in Consiglio dei ministri il no a nuove forniture militari e finanziamenti a Kiev. «La guerra finirà al tavolo diplomatico»
Matteo Salvini resta alla guida della Lega. Al congresso straordinario del Carroccio, concluso domenica 25 ottobre, il segretario uscente ha ottenuto 465 voti contro i 146 raccolti dallo sfidante Massimo Garavaglia. Il risultato conferma la leadership di Salvini, che ha però scelto di accompagnare la vittoria con un messaggio diretto agli alleati del centrodestra e con una posizione netta sul sostegno militare all’Ucraina.
Dopo l’ufficializzazione dello scrutinio, Salvini ha rivendicato il ruolo del partito nella coalizione di governo e chiesto che le sue posizioni vengano rispettate anche a livello nazionale. «Da oggi basta a chi ha trattato fratelli militanti come nemici, bisogna ripartire con responsabilità», ha dichiarato.
Il segretario ha poi rivolto un avvertimento agli alleati: «Non tollererò più che la Lega sia considerata un alleato di serie B in nessuna regione dove governa il centrodestra». E ha aggiunto: «Noi non siamo secondi a nessuno, chiediamo rispetto, i numeri sono i numeri, chiediamo rispetto delle nostre posizioni anche al governo».
L’obiettivo indicato da Salvini è arrivare alle prossime elezioni come seconda forza della coalizione. «Sento una grande responsabilità», ha affermato, auspicando che lo stesso senso di responsabilità venga condiviso da chi, ai vertici nazionali e territoriali, negli ultimi mesi avrebbe trattato i militanti leghisti come avversari.
Ucraina, Salvini annuncia il no a nuove armi e finanziamenti
Prima del voto, il segretario aveva anticipato uno dei punti destinati a caratterizzare la sua linea politica: portare in Consiglio dei ministri la contrarietà a nuove forniture di armi e finanziamenti all’Ucraina.
«Nel 2026 le guerre non finiscono sul campo con i fucili e con i cannoni, questa maledetta guerra finirà al tavolo diplomatico e prima si riporta il conflitto sul tavolo della diplomazia meglio è per tutti», ha detto Salvini.
Il leader della Lega ha richiamato il sostegno garantito finora a Kiev, ricordando le sanzioni imposte alla Russia e i fondi destinati all’Ucraina. «Ho fatto l’esempio del conflitto in Ucraina, è da ormai più di quattro anni che noi sosteniamo giustamente un popolo aggredito e bombardato, provato sanzioni su sanzioni, inviato 90 miliardi di euro, inviato non so quanti pacchetti di armi, ormai ho perso il conto», ha dichiarato.
Da qui la domanda posta alla platea del congresso: «Ci si può domandare al congresso della Lega, forza di governo responsabile e leale ma mai silente o paurosa, se dopo quattro anni di conflitto e centinaia di migliaia di morti pensare per altri anni di mandare altre armi, altri soldi, di preparare altre sanzioni sia la via migliore?».
La posizione espressa da Salvini è quella di spostare il baricentro dell’intervento italiano sulla diplomazia. «Abbiamo sempre sostenuto un popolo aggredito, imponiamo fortemente sul tavolo la necessità di investire tutto quello che si può investire in diplomazia», ha concluso.
Il risultato del congresso: 65,96% a Salvini
I numeri dello scrutinio precisano le dimensioni della vittoria. Salvini ha raccolto 465 voti sui 705 delegati del congresso, pari al 65,96% del totale. Garavaglia si è fermato a 146 preferenze, il 20,71%.
Restano fuori dal conteggio dei due candidati circa 94 voti, equivalenti al 13,33%, tra astensioni, schede bianche e nulle.
Considerando esclusivamente i 611 voti validi, la percentuale di Salvini sale al 76,1%, mentre Garavaglia raggiunge il 23,9%. La consultazione si è svolta con voto segreto, consentendo per la prima volta in questa fase della leadership di misurare il consenso dei delegati attraverso una competizione diretta.
Il precedente congresso, celebrato a Firenze nell’aprile 2025, aveva avuto un esito diverso: Salvini era stato confermato per acclamazione e all’unanimità, senza che altri candidati si presentassero per contendergli la segreteria.
Salvini attacca anche il racconto dei media
Nel suo intervento, il leader leghista ha dedicato un passaggio anche al rapporto con l’informazione, criticando alcune testate per il modo in cui raccontano il partito.
«Oggi pomeriggio comincia un percorso», ha detto, prima di rivolgersi ai giornalisti. «Mi porto dietro le considerazioni di questi mesi, ma lo dico con il massimo rispetto».
Salvini ha quindi contestato il lavoro di alcuni professionisti dell’informazione, sostenendo che in determinati contesti il racconto della realtà sarebbe subordinato agli interessi degli editori. «Ci sono giornalisti che evidentemente non dico che siano costretti, ma lavorano in contesti per i quali il racconto della realtà passa in secondo piano rispetto alla speranza dei padroni di questa testata che sperano che la Lega muoia da 40 anni e per i prossimi 40 anni rimarranno con un palmo di naso».
Con la riconferma alla segreteria, Salvini apre dunque una nuova fase alla guida del partito, rivendicando maggiore peso nella coalizione e rilanciando la linea contraria a ulteriori invii di armi e fondi all’Ucraina.
(con fonte AdnKronos)

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