Pratica Quotidiana
Riscaldamento, le mosse per spendere meno
Secondo uno studio Enea, ripristinare le misure adottate durante la crisi energetica del 2022 potrebbe ridurre il consumo di gas delle famiglie di 0,8 miliardi di Smc
Impostare il termostato a 19 gradi, limitare le dispersioni di calore e controllare regolarmente gli impianti: sono alcune delle misure indicate da Enea per ridurre la spesa del riscaldamento senza compromettere il benessere domestico. Con l’accensione degli impianti nei grandi comuni del Nord, tra cui Milano e Torino dal 15 ottobre, l’ente propone una strategia articolata in quattro linee guida, che combina comportamenti quotidiani, manutenzione e tecnologie più efficienti.
«Le ultime tensioni geopolitiche hanno acceso una nuova emergenza energetica che ha riportato al centro dell’attenzione l’efficienza e la necessità di ridurre i consumi di gas», osserva Ilaria Bertini, direttrice del Dipartimento Enea di Efficienza energetica. Per il riscaldamento domestico, aggiunge, è importante che cittadini e professionisti scelgano le soluzioni tecnologiche più adatte e adottino comportamenti consapevoli.
Meno gas con le misure già sperimentate nel 2022
Secondo uno studio Enea, rispetto al 2025 il settore residenziale potrebbe ridurre i consumi di gas di 0,8 miliardi di Standard metri cubi (Smc) riproponendo le misure di contenimento adottate durante la crisi energetica del 2022. Si tratta di una quantità di gas sufficiente a riscaldare quasi 700 mila abitazioni.
Le misure prevedono una riduzione di 15 giorni del periodo di accensione, un’ora in meno al giorno di funzionamento degli impianti e una diminuzione di un grado della temperatura interna.
«Bastano 19 °C per avere in casa il comfort necessario. Per ogni grado in meno si risparmia fino al 10% sui consumi di combustibile», spiega Nicolandrea Calabrese, autore dello studio e responsabile del Laboratorio Enea di Efficienza energetica negli edifici e sviluppo urbano.
I risparmi più duraturi, tuttavia, richiedono interventi strutturali. La sostituzione degli impianti obsoleti e il miglioramento dell’isolamento degli edifici potrebbero generare un’ulteriore riduzione dei consumi pari a 0,1 miliardi di Smc. Sommando questo risultato a quello ottenibile con le misure di contenimento, il risparmio complessivo potenziale salirebbe a 0,9 miliardi di Smc.
Il comfort non dipende soltanto dal termostato
La temperatura indicata sul termostato non è l’unico elemento che determina quanto una casa risulti calda e confortevole. Enea richiama il concetto di comfort termoigrometrico, legato agli scambi di calore tra il corpo umano e l’ambiente.
Oltre alla temperatura dell’aria, conta quella media radiante delle superfici, cioè il calore emesso da pareti, finestre e altri elementi della stanza. Se muri e serramenti sono freddi o isolati male, il corpo disperde più calore e la sensazione di freddo può persistere anche quando il termometro segna più di 20 gradi.
Incidono anche l’umidità, idealmente compresa tra il 40% e il 60%, e la velocità dell’aria: correnti e ventilazione eccessiva aumentano le dispersioni termiche. Anche l’abbigliamento e l’attività fisica modificano la percezione della temperatura. Stare seduti alla scrivania, camminare o svolgere le pulizie comporta infatti una diversa produzione di calore da parte dell’organismo.
Le quattro regole Enea per risparmiare
1. Impostare la temperatura corretta e rispettare gli orari
La prima indicazione è mantenere la temperatura domestica intorno ai 19 gradi e rispettare i limiti giornalieri di accensione previsti per la propria zona climatica. Una gestione attenta degli orari e del termostato permette di evitare consumi non necessari, tenendo conto anche dell’umidità, della ventilazione e delle caratteristiche dell’edificio.
2. Limitare le dispersioni di calore
I radiatori non dovrebbero essere coperti da tende o mobili, perché gli ostacoli ne riducono l’efficacia. Di notte è utile schermare le finestre abbassando le tapparelle o chiudendo tende pesanti.
Il ricambio d’aria resta importante per eliminare l’anidride carbonica prodotta dalla respirazione e le sostanze organiche volatili rilasciate da arredi, detergenti e altri materiali. Per contenere la perdita di calore, Enea consiglia però di aprire le finestre soltanto per pochi minuti, preferibilmente nelle ore centrali della giornata, quando fuori fa più caldo.
3. Scegliere tecnologie ad alta efficienza
Sostituire gli impianti obsoleti con caldaie a condensazione o pompe di calore di ultima generazione può migliorare l’efficienza del riscaldamento. Le pompe di calore possono inoltre produrre acqua calda sanitaria e utilizzare energia rinnovabile. L’abbinamento con valvole termostatiche e sistemi avanzati di regolazione climatica può ridurre i consumi complessivi fino al 25%.
Anche la digitalizzazione aiuta a controllare la spesa. Cronotermostati, sensori di presenza, regolatori elettronici a distanza e contatori intelligenti consentono di adattare la temperatura alle esigenze effettive degli ambienti e di monitorare i consumi. I sistemi di misurazione possono inoltre segnalare anomalie, guasti, perdite o sprechi.
4. Effettuare manutenzione e controlli periodici
La quarta indicazione riguarda la cura degli impianti. Tenerli puliti e affidarne le verifiche a tecnici qualificati è un obbligo di legge, oltre che una misura di sicurezza. Secondo le indicazioni riportate da Enea, un impianto mantenuto in condizioni ottimali può contribuire a ridurre i consumi energetici fino al 40%. Il mancato rispetto degli obblighi può comportare sanzioni amministrative a partire da 500 euro.
Quando si possono accendere i riscaldamenti nelle diverse zone
Il calendario di accensione varia in base alla zona climatica. Dopo le aree alpine della zona F e quelle più fredde del Nord e dell’Appennino, comprese nella zona E, dal 1° novembre gli impianti potranno essere accesi anche in diverse città del Centro, tra cui Roma e Firenze, appartenenti alla zona D.
Al Sud l’avvio è previsto dal 15 novembre per la zona C. Per le località più calde, come Reggio Calabria, Palermo e Agrigento, nelle zone climatiche A e B, la data indicata è il 1° dicembre. Restano possibili deroghe e slittamenti a livello locale.

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