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Caso Siher, verifiche su possibili legami con l’inchiesta su Hamas a Genova
La Procura genovese sta verificando eventuali contatti con il gruppo coinvolto nell’indagine sui presunti finanziamenti ad Hamas. Il nome del trentenne, secondo quanto risulta, non compare nell’inchiesta chiusa di recente
Messaggi che invitavano ad alzare il livello dello scontro con la polizia, obiettivi simbolici del potere, schemi di guerriglia e indicazioni per sottrarsi ai controlli dopo le azioni. È il materiale individuato dalla Polizia di Stato nelle comunicazioni legate al Movimento 17 ottobre, da cui sono partiti gli accertamenti che hanno portato al fermo di Youssef Siher, trentenne e amministratore della pagina social del movimento.
Tra i messaggi finiti all’attenzione degli investigatori compare anche una frase pubblicata sulla pagina Instagram, seguita in pochi giorni da oltre 48mila follower, e nella chat Telegram che conta quasi 9.500 componenti: «Non ci hanno fermato con le leggi. Non ci fermeremo con i blindati».
Siher è accusato di istigazione a delinquere e violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche. Gli inquirenti valutano inoltre l’ipotesi di terrorismo, in relazione alla natura eversiva attribuita alle comunicazioni e agli effetti concreti che, secondo il provvedimento della Procura di Milano, avrebbero contribuito a determinare, tra cui il panico e la chiusura dei negozi.
Computer e telefoni per ricostruire la rete
Il sequestro dei dispositivi elettronici rappresenta ora uno dei passaggi centrali dell’inchiesta. L’analisi di computer e cellulari dovrà consentire di ricostruire contatti, comunicazioni e modalità organizzative, verificando l’eventuale esistenza di una rete più ampia e i rapporti tra persone e ambienti che potrebbero apparire, almeno in superficie, distanti tra loro.
Oltre a Siher, risulta indagata per gli stessi reati anche la moglie, che secondo l’ipotesi investigativa avrebbe condiviso con lui la gestione delle comunicazioni sui social network.
Il trentenne, ricercatore dei movimenti politici islamici e italiano di seconda generazione, si trova da ieri sera nel carcere milanese di San Vittore.
Le verifiche della Procura di Genova
Un altro filone di accertamenti riguarda eventuali collegamenti con l’inchiesta condotta dalla Direzione distrettuale antimafia di Genova sul presunto finanziamento ad Hamas attraverso una rete di associazioni benefiche. Secondo quanto apprende l’Adnkronos, la Procura genovese sta verificando possibili legami tra Siher e il gruppo coinvolto nell’indagine, che nel dicembre 2025 aveva portato a decine di arresti.
La posizione del trentenne, tuttavia, non risulta inserita nell’inchiesta conclusa di recente dalla Procura del capoluogo ligure: il suo nome, secondo quanto emerge, non compare negli atti dell’indagine chiusa.
Attesa per la convalida del fermo
Il pubblico ministero di Milano Francesca Crupi chiederà domani la convalida del fermo di Siher. Il giudice per le indagini preliminari fisserà la data dell’udienza dopo aver ricevuto gli atti.
Nel frattempo, l’esame dei dispositivi sequestrati dovrà chiarire la portata delle comunicazioni, i rapporti tra gli utenti delle chat e l’eventuale presenza di ulteriori soggetti coinvolti. Gli accertamenti puntano a ricostruire le dinamiche della presunta organizzazione e il ruolo attribuito ai singoli indagati.
(con fonte AdnKronos)

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