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Movimento 17 ottobre, indagato Youssef Siher: perquisito a Milano
Il trentenne, giornalista freelance e attivista pro Pal originario di Brescia, è indagato per istigazione a delinquere. Piantedosi lo indica come presunta mente del movimento
Youssef Siher, 30 anni, italiano di seconda generazione originario di Brescia, è stato individuato dalla polizia a Milano e indagato per istigazione a delinquere. Attivista pro Pal, giornalista freelance e studioso di scienze politiche, è stato perquisito nella mattinata di oggi e accompagnato in Questura per essere sentito. Gli investigatori lo considerano il presunto promotore del Movimento 17 ottobre e della rete di comunicazione utilizzata per organizzare le iniziative di piazza.
Secondo quanto appreso dall’Adnkronos, Siher è stato rintracciato nell’abitazione di un’amica a Milano. La sua figura è finita al centro dell’attenzione anche per le precedenti collaborazioni giornalistiche e per un video pubblicato nel 2023, nel quale raccontava il proprio percorso universitario e l’attività nell’associazionismo studentesco.
Le collaborazioni giornalistiche e il percorso accademico
Siher ha svolto uno stage al Fatto Quotidiano, per il quale ha firmato due articoli nel 2025, l’ultimo a dicembre, e cinque nel 2024. Negli anni precedenti aveva collaborato con maggiore continuità. I suoi contributi si sono occupati di Tunisia, Sudan e Mar Rosso, con alcuni riferimenti alla Palestina, tema che non compare negli ultimi articoli a lui attribuiti.
Sul Foglio ha pubblicato un solo articolo, quattro anni fa, dedicato al Pakistan. Non risulta quindi essere stato un collaboratore fisso della testata.
Nel video del 2023 diffuso dal canale YouTube Medio Oriente e dintorni, Siher si presenta come giornalista freelance e spiega di essere stato invitato per parlare di iftar, il pasto serale che interrompe il digiuno durante il Ramadan. Il filmato lo descrive come organizzatore del «primo iftar pubblico di Milano».
Nel corso dell’intervista ripercorre anche la propria esperienza all’Università Statale di Milano, dove nel 2018 è stato socio fondatore e primo presidente effettivo dell’associazione degli studenti musulmani.
«Sono stato il primo presidente effettivo e uno dei soci fondatori», racconta nel filmato. Originario della provincia di Brescia, dove ha vissuto fino al liceo, si era trasferito a Milano per frequentare l’università.
Siher spiega inoltre di aver lavorato alla creazione di una rete tra associazioni studentesche musulmane di diversi atenei, con l’obiettivo di arrivare a una struttura nazionale di rappresentanza, anche nei rapporti con il ministero. Il progetto, racconta, si è rivelato complesso e alla fine si è interrotto, anche perché l’attivismo coinvolgeva soprattutto studenti impegnati contemporaneamente negli studi e in lavori part-time.
L’inchiesta sulle chat e la strategia del Movimento 17 ottobre
Gli investigatori ritengono che Siher sia la persona dietro la chat da cui avrebbe preso forma il Movimento 17 ottobre. Il gruppo aveva annunciato che avrebbe comunicato soltanto alle 14.30 di oggi i luoghi di concentramento per i cortei nelle diverse città, a partire da Milano.
La scelta era stata presentata come una risposta al decreto legge sulla sicurezza approvato dal governo martedì 20 ottobre. Nel messaggio diffuso dal movimento, il provvedimento veniva contestato per l’introduzione di un nuovo reato relativo alla violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche, punibile fino a cinque anni di carcere, per l’estensione del fermo preventivo e per l’arrivo di 500 militari in più a Milano.
«In meno di due giorni è stato scritto, approvato ed è entrato in vigore un provvedimento che per noi ha un solo significato: un pugno autoritario contro chi dissente, di una durezza che non si vedeva dall’epoca del fascismo», sosteneva il movimento.
Piantedosi: «La presunta mente del movimento»
Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha annunciato l’individuazione del trentenne con un messaggio pubblicato su X, definendolo la presunta mente del Movimento 17 ottobre e del profilo Instagram attraverso il quale, secondo il ministro, venivano organizzate azioni violente nelle principali città italiane.
Piantedosi ha descritto Siher come una persona vicina agli ambienti pro Pal e in contatto con la galassia antagonista, oltre che come giornalista freelance con collaborazioni con un noto quotidiano nazionale e un importante istituto di ricerca.
«La sua individuazione da parte delle Forze di polizia testimonia le grandi capacità dei nostri investigatori e riafferma un messaggio chiaro e inequivocabile: non saranno possibili zone franche e la risposta dello Stato sarà immediata contro chiunque pensa di poter organizzare aggressioni e rivolte, credendo di riuscire a nascondersi dietro un passamontagna o l’anonimato dei social», ha scritto il ministro.
Anche il ministro della Difesa Guido Crosetto è intervenuto su X, congratulandosi con Piantedosi e con la Polizia di Stato per aver individuato quello che definisce l’ideatore del movimento.
Crosetto ha sostenuto che non si tratterebbe di un emarginato, ma di una persona con numerose opportunità professionali e collaborazioni. «Da quotidiani ad enti pubblici, ha frequentato il gotha dell’intellighentia italiana. E si sono visti i risultati», ha scritto.
(con fonte AdnKronos)
