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Israele e Libano, accordo sul cessate il fuoco mediato dagli Stati Uniti
Intesa condizionata tra Israele e Libano dopo le negoziazioni internazionali: previsto il disarmo di Hezbollah e nuove fasi di confronto diplomatico
Israele e Libano hanno raggiunto un’intesa per l’avvio di un cessate il fuoco al termine di una serie di negoziati mediati dagli Stati Uniti. L’accordo prevede l’interruzione delle ostilità a condizione della cessazione degli attacchi da parte di Hezbollah e del ritiro delle sue forze a sud del fiume Litani.
La dichiarazione congiunta diffusa dalle parti coinvolte stabilisce anche la creazione di “zone pilota” affidate al controllo esclusivo dell’esercito libanese. I prossimi colloqui tra le delegazioni israeliana e libanese sono fissati per il 22 giugno.
Israele ha ribadito che la propria sicurezza e l’integrità territoriale dipendono dal disarmo di Hezbollah e dallo smantellamento della sua infrastruttura militare su tutto il territorio libanese. Beirut, dal canto suo, ha richiamato il principio del rispetto dei confini internazionalmente riconosciuti e la necessità di una piena applicazione della cessazione delle ostilità.
Entrambe le parti hanno inoltre dichiarato di non avere intenzioni ostili reciproche e di voler proseguire il percorso negoziale attraverso contatti diretti finalizzati a rafforzare la fiducia.
Gli Stati Uniti hanno confermato l’impegno a sostenere le Forze armate libanesi, con l’obiettivo di rafforzarne le capacità operative e garantire un maggiore controllo del territorio nazionale. Il governo libanese si è impegnato a potenziare ulteriormente il proprio apparato militare con il supporto internazionale.
Israele ha ribadito nuovamente che ogni soluzione di sicurezza passa attraverso il disarmo di Hezbollah e la neutralizzazione delle sue strutture operative.
Sul piano politico, il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha definito l’intesa un risultato significativo, sottolineando il ruolo degli Stati Uniti nella mediazione e la possibilità che questo passo apra scenari di maggiore stabilità nella regione. Katz ha inoltre rivendicato la sicurezza delle aree settentrionali di Israele come obiettivo raggiunto attraverso le operazioni sul campo.
Di segno opposto la posizione del ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir, che ha criticato l’accordo definendolo un errore strategico e chiedendo un voto in seno al governo israeliano. Secondo il ministro, il cessate il fuoco rischierebbe di rafforzare Hezbollah nel medio periodo.
L’ambasciatore israeliano negli Stati Uniti Yechiel Leiter ha invece evidenziato la convergenza tra Israele, Libano e Stati Uniti sull’obiettivo di contenere l’influenza dell’Iran nella regione, sottolineando come la cooperazione possa incidere sugli equilibri mediorientali.
Parallelamente, nella Striscia di Gaza si registrano nuove vittime a seguito di raid aerei condotti dalle Forze di Difesa israeliane su Gaza City e sul campo profughi di Shati. Le autorità locali riportano diverse persone uccise in attacchi contro abitazioni civili.
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(con fonte AdnKronos)
