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Usa-Iran, colloqui a Islamabad e Ghalibaf fuori dal team negoziale: alta probabilità di svolta
Attesa la delegazione guidata da Abbas Araghchi. Fonti internazionali segnalano tensioni interne a Teheran mentre cresce la pressione militare sullo stretto di Hormuz
Si apre uno scenario di possibile svolta nei rapporti tra Stati Uniti e Iran in vista dei colloqui previsti a Islamabad, dove è attesa una delegazione iraniana guidata dal ministro degli Esteri Abbas Araghchi. A riferirlo è Al Jazeera, che cita fonti governative pachistane secondo cui esisterebbe un’“alta probabilità di svolta” nei negoziati.
Parallelamente, emergono segnali di tensione all’interno della struttura negoziale iraniana. Secondo quanto riportato da Iran International, il presidente del Parlamento iraniano e capo del team negoziale Mohammad Bagher Ghalibaf si sarebbe dimesso a causa di disaccordi interni, un elemento che potrebbe incidere sull’assetto della delegazione.
Sul piano militare, le Forze armate statunitensi stanno elaborando piani operativi che includono la possibilità di colpire le capacità iraniane nell’area dello stretto di Stretto di Hormuz, nel caso di una rottura del cessate il fuoco. L’area resta centrale per i traffici energetici globali e rappresenta uno dei punti più sensibili dello scenario regionale.
Nel corso di una conferenza stampa al Pentagono, il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha criticato duramente gli alleati europei e asiatici, accusandoli di aver beneficiato a lungo della protezione militare statunitense e di non contribuire in modo sufficiente alle operazioni in corso. Le sue dichiarazioni hanno ulteriormente irrigidito il clima diplomatico.
Il quadro complessivo resta quindi segnato da un intreccio di diplomazia e pressione militare, con i colloqui di Islamabad indicati come possibile snodo decisivo per le prossime mosse tra Washington e Teheran.
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(con fonte AdnKronos)
