Operazione “Medusa” della Dda di Reggio Calabria smantella rete composta da 68 persone. Coinvolti trafficanti da Georgia, Ucraina, Turchia e Moldavia. Sequestrati 3,3 milioni di euro

Oltre trenta sbarchi illegali ricostruiti, 68 indagati, 25 arresti e un giro d’affari da oltre 10 milioni di euro. È il bilancio della maxi operazione “Medusa”, coordinata dalla Dda di Reggio Calabria e dalla Polizia di Stato, che ha smantellato una rete internazionale di trafficanti di migranti attiva lungo la rotta del Mediterraneo orientale.

Le indagini, condotte in sinergia con la Direzione nazionale antimafia, Interpol, Europol, Eurojust e il Servizio per la cooperazione internazionale di polizia, hanno portato alla luce quattro organizzazioni criminali transnazionali, perfettamente strutturate per gestire tutte le fasi del traffico: dall’imbarco nei porti della Turchia fino all’arrivo sulle coste reggine.

Tra il 2017 e il 2022, circa 2.000 migranti clandestini sarebbero giunti in Italia a bordo di barche a vela sovraffollate, dopo traversate pericolose gestite da scafisti e capi delle organizzazioni provenienti da Georgia, Ucraina, Turchia e Moldavia.

L’indagine ha permesso anche di tracciare centinaia di transazioni finanziarie internazionali e di disporre il sequestro di circa 3,3 milioni di euro ritenuti provento dell’attività illecita. Le accuse comprendono associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

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(con fonte AdnKronos)