Cgil e Uil rivendicano un’ampia partecipazione, ma il governo contesta i dati. Alta adesione nei trasporti e nell’industria, mentre le scuole segnano percentuali più basse

Lo sciopero generale indetto da Cgil e Uil venerdì 29 novembre ha mobilitato, secondo i sindacati, circa 500mila persone in 43 piazze italiane, con un’adesione media del 70%. Dati che però il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini ha fortemente ridimensionato, parlando di percentuali di adesione basse in diversi settori, come il 4% per le Poste e il 5% per le scuole. Salvini, intervenendo a Drive Time su Radio 1, ha ribadito il diritto di sciopero, ma ha criticato i sindacati per aver organizzato un numero eccessivo di mobilitazioni, definite “battaglie politiche”.

Sul fronte sindacale, i leader di Cgil e Uil hanno puntato il dito contro la legge di bilancio, ritenuta insufficiente per rispondere alle esigenze di salari, pensioni, sanità e politiche industriali. Maurizio Landini, dal palco di Bologna, ha criticato la precettazione disposta per il trasporto pubblico locale, dichiarando che “la piazza non si precetta”, e ha accusato il governo di fomentare divisioni sindacali.

Alta partecipazione in diversi settori

Secondo i dati forniti dai sindacati, il comparto metalmeccanico ha registrato adesioni significative: 95% all’Ast di Terni, 85% alla Ducati di Bologna, e 74% alla Bosch di Bari. Nei trasporti, si è arrivati al 100% nel settore portuale e a percentuali elevate in aziende come Amazon, Dhl e Ups. Nel trasporto pubblico locale, nonostante la precettazione, si sono registrate alte adesioni a Torino e Cagliari, con il blocco di linee metropolitane a Milano e Napoli e oltre 100 voli cancellati da Ita Airways.

Nel settore scolastico, invece, le sigle sindacali hanno parlato di molte scuole chiuse, ma il Ministero dell’Istruzione ha ridimensionato i numeri, stimando un’adesione complessiva inferiore al 6%.

Tensioni a Torino e critiche politiche

La giornata è stata segnata anche da episodi di tensione a Torino, dove foto della premier Giorgia Meloni e di alcuni ministri sono state bruciate. Salvini ha definito questi atti come “violenza e minacce” e ha invitato i sindacati a un linguaggio più responsabile.

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(con fonte AdnKronos)