Salute
Mastocitosi: sensibilizzazione attraverso il video #Telospiego
In occasione della Giornata Mondiale della Mastocitosi, presentato un video educativo che spiega la malattia e sensibilizza sul tema
Il 20 ottobre segna la Giornata Mondiale dedicata alla mastocitosi, una malattia rara e complessa. Per sensibilizzare su questa condizione poco conosciuta, l’Asimas (Associazione Italiana Mastocitosi) ha presentato il video educazionale #Telospiego, realizzato con il supporto di Blueprint Medicines. Questo video, che dura tre minuti, illustra in modo chiaro e visivo cosa sia la mastocitosi, il ruolo dei mastociti e i sintomi, oltre a fornire informazioni su diagnosi e trattamenti. È disponibile sul canale YouTube di Asimas.
In concomitanza con la Giornata Mondiale, monumenti e edifici in città italiane come Torino, Bologna e Palermo si sono illuminati di viola, colore che rappresenta la malattia. La presidente di Asimas, Patrizia Marcis, ha sottolineato l’importanza di identificare le persone con mastocitosi non diagnosticata e di garantire loro accesso a diagnosi tempestive e centri di riferimento.
La mastocitosi è causata da una mutazione del gene KIT, che porta a una proliferazione incontrollata dei mastociti, le cellule immunitarie che possono accumularsi in vari organi. Le forme principali sono cutanea e sistemica; quest’ultima, più grave, può presentare sintomi come prurito, orticaria e crisi anafilattiche. In Italia si stima che circa 5.000 persone siano affette da questa malattia, ma non tutte sono diagnosticate.
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Il ritardo diagnostico può arrivare fino a 6 anni, ma le conoscenze in campo medico stanno migliorando. L’ematologa Roberta Zanotti ha evidenziato la necessità di un approccio multidisciplinare per il trattamento, che può includere antistaminici per le forme indolenti e inibitori delle tirosin-kinasi per le forme avanzate.
Asimas e la Rima (Rete Italiana Mastocitosi) continueranno a promuovere la sensibilizzazione sulla mastocitosi attraverso campagne sui social media e collaborazioni con medici e centri di ricerca, per garantire che i diritti dei pazienti siano sempre tutelati.
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(con fonte AdnKronos)
