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Terremoto in Venezuela: i morti accertati al momento sono 1.430
Si scava ancora tra le macerie per cercare quasi 70mila dispersi
Il bilancio delle vittime causate dal catastrofico sisma che ha colpito il territorio venezuelano continua ad aggravarsi drammaticamente con il passare delle ore. Le autorità competenti e i team di soccorso impegnati nelle aree colpite hanno confermato che i decessi ufficialmente accertati sono saliti a 1.430. La situazione sul campo rimane estremamente critica, con le squadre di emergenza che lavorano senza sosta nel tentativo di localizzare 68.900 persone che risultano ancora completamente disperse sotto le macerie degli edifici crollati.
L’evento sismico, che ha fatto registrare una magnitudo massima di 7.5 con un epicentro localizzato nella regione settentrionale di Yaracuy, ha causato ferimenti gravi a 3.421 persone, molte delle quali si trovano attualmente ricoverate in condizioni precarie all’interno delle strutture ospedaliere rimaste agibili. I danni materiali sono ingenti e si estendono ben oltre l’area più vicina all’epicentro, colpendo in modo severo i quartieri della capitale Caracas e le infrastrutture strategiche della fascia costiera di La Guaira.
Le operazioni di ricerca e di assistenza alla popolazione civile procedono in un clima di estrema difficoltà logistica. Il territorio è infatti interessato da un fitto sciame sismico, con continue scosse di assestamento che minacciano la stabilità delle strutture già compromesse, a cui si aggiungono numerose frane che bloccano le principali vie di comunicazione stradale. Il governo nazionale ha decretato lo stato di emergenza in tutto il Paese per facilitare il dispiegamento delle forze militari e coordinare gli aiuti umanitari nelle province più isolate.
Accanto alle attività di scavo e primo soccorso, le autorità consolari stanno monitorando da vicino la situazione dei residenti stranieri presenti nelle aree colpite. La comunità internazionale segue con apprensione l’evoluzione dei dati, mentre i canali ufficiali della Protezione Civile locale continuano l’opera di censimento degli sfollati all’interno dei centri di accoglienza temporanei allestiti nelle zone ritenute sicure.
Intanto, a distanza di tre giorni dal devastante movimento tellurico, a Caraballeda, nel nord del Venezuela, un ragazzo di 11 anni è stato estratto vivo dalle macerie.
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(con fonte AdnKronos)
