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Cesare Parodi formalizza dimissioni da Anm: “Serve un presidente a tempo pieno”
Il presidente uscente resta nel direttivo centrale: “Decisione obbligata per motivi familiari”. Dopo il referendum: “Fiducia forte ma non in bianco”
Cesare Parodi lascia la presidenza dell’Associazione nazionale magistrati. L’annuncio arriva durante la riunione del Comitato direttivo centrale, la prima dopo la vittoria del No al referendum sulla giustizia.
“Oggi lascio, sento il bisogno di tornare alla mia famiglia. L’Anm ha bisogno di un presidente a tempo pieno”, ha spiegato Parodi, confermando però che resterà all’interno del Cdc. Una scelta definita “un passaggio obbligato”, legata a motivi familiari già emersi nei giorni precedenti. Al termine dell’intervento, i colleghi gli hanno tributato un lungo applauso.
Nel suo intervento, Parodi ha anche commentato l’esito referendario: “Dai cittadini è arrivata una delega forte ma non in bianco. Abbiamo chiesto fiducia, ci è stata concessa ma dobbiamo meritarla”. Un risultato che, secondo il magistrato, apre una fase delicata: “Se passa il messaggio che andava tutto bene, la fiducia è destinata a venire meno. Le fasi di vittoria sono le uniche in cui il cambiamento è davvero possibile”.
Parodi ha sottolineato come questo sia il momento più adatto per avviare riforme autentiche: “La storia delle istituzioni insegna che le riforme credibili si fanno quando non sono imposte ma scelte. Dopo un simile risultato la magistratura non è sulla difensiva: è il momento in cui il rinnovamento può essere autonomo”.
Nel suo discorso ha ribadito anche il ruolo della Costituzione come riferimento condiviso: “È stata riconosciuta come casa comune, un segnale importantissimo della fiducia che i cittadini continuano a riporre in questi valori”. E ha aggiunto: “Il dialogo con il Paese non deve essere un episodio, ma un metodo”.
Respinte infine le ipotesi su un possibile futuro in ambito politico o al Consiglio Superiore della Magistratura: “Sono tutte sciocchezze. Non ho mai avuto idee di questo tipo. Mi ero candidato per difendere la Costituzione. Ci siamo riusciti e ora torno alla mia famiglia e al mio lavoro ad Alessandria”.
Le dimissioni, ha chiarito lo stesso Parodi, non sono collegate all’esito del referendum: la decisione era stata già maturata e comunicata per evitare qualsiasi sovrapposizione con il voto.
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(con fonte AdnKronos)
