Primo Piano
Russia, la Nato alza la guardia: «In caso di attacco sappiamo come agire»
Cavo Dragone assicura che l’Alleanza ha già predisposto uomini, armi e piani per il fianco orientale
La Nato si prepara a rispondere a una possibile escalation russa sul fianco orientale e manda a Mosca un messaggio netto: l’Alleanza ritiene di avere già uomini, armi e piani necessari per reagire. A Copenaghen, durante il meeting dei vertici militari dei 32 Paesi membri, il presidente del Comitato militare della Nato, l’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, ha descritto una struttura militare pronta a fronteggiare anche un eventuale attacco.
«L’alleanza è pronta, la struttura è pronta. I soldati e le armi sono pronti», ha dichiarato Cavo Dragone, come riferisce Politico. L’ammiraglio ha richiamato anche la storia dell’Alleanza, che ha 77 anni e nel corso del tempo ha modificato la propria organizzazione in funzione dell’evoluzione delle minacce.
Nel caso di un attacco, ha aggiunto, la Russia avrebbe oggi «molto di più da perdere che da guadagnare». È questo, secondo Cavo Dragone, il principio stesso della deterrenza.
L’allarme dalla Polonia
Le parole del presidente del Comitato militare arrivano mentre in Europa cresce l’attenzione sulle possibili iniziative di Mosca. Francia e Polonia, in particolare, hanno acceso nelle ultime ore i riflettori sui rischi legati a un quadro internazionale sempre più teso.
Il premier polacco Donald Tusk, intervenendo venerdì, ha ipotizzato che la Russia possa lanciare droni o missili contro il territorio di un Paese Nato «nei prossimi mesi». Secondo il leader di Varsavia, potrebbe trattarsi di una provocazione studiata per mettere alla prova la risposta dell’Alleanza e verificare concretamente il peso dell’articolo 5, che prevede la difesa collettiva nel caso di un’aggressione contro uno Stato membro.
Negli ultimi mesi l’Europa ha inoltre dovuto fare i conti con diverse violazioni dello spazio aereo e con episodi di sabotaggio. Tra quelli citati c’è il caso dell’aeroporto di Lipsia, dove è stato neutralizzato un drone dotato di esplosivo.
Ad agosto, poi, rapporti dell’intelligence statunitense avevano fatto scattare l’allarme su un possibile attacco che la Russia starebbe preparando, nei prossimi anni, contro un Paese della Nato. Cavo Dragone ha precisato che questo specifico allarme non è stato al centro del vertice militare di Copenaghen.
Quattromila pagine di piani per il fianco orientale
La Nato, ha spiegato l’ammiraglio, continua comunque a rafforzare le proprie capacità, lavorando sull’aumento delle forze disponibili sia in termini numerici sia sotto il profilo dell’efficienza.
Per la difesa del fianco orientale dell’Alleanza sono stati inoltre elaborati piani militari per circa 4.000 pagine, destinati a coprire diversi scenari: da una crisi di entità minima fino a forme di interferenza sul territorio dei Paesi membri.
Nel 2023 gli alleati avevano concordato tre piani operativi di difesa regionale, dopo l’invasione su vasta scala dell’Ucraina da parte della Russia.
«Gli alleati sono pronti in caso di escalation. In caso di attacco, sappiamo come agire», ha ribadito Cavo Dragone.
«La Russia mette alla prova la determinazione degli alleati»
Secondo l’ammiraglio, il comportamento della Russia nelle ultime settimane e negli ultimi mesi continua a sottoporre a pressione la determinazione dei Paesi della Nato.
La linea seguita da Mosca, ha sostenuto, punta a «minare la fiducia» e a indebolire l’unità dell’Alleanza. Ma, ha aggiunto Cavo Dragone, questi tentativi non stanno dividendo i membri della Nato: al contrario, stanno contribuendo ad affinare gli strumenti dell’Alleanza e a renderla «molto più unita e determinata».
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(con fonte AdnKronos)

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