Salute
Altnv, il nuovo virus trasmesso dalle zecche asiatiche: cosa sappiamo
Il nairovirus è stato identificato in Cina e descritto sul New England Journal of Medicine. Pregliasco: «Nessun nuovo allarme sanitario globale»
Un nuovo virus trasmesso dalle zecche è stato identificato in Cina e la notizia ha subito riacceso l’attenzione sui patogeni emergenti. Si tratta di Altnv, acronimo di nairovirus della zecca asiatica dalle lunghe corna, un agente infettivo individuato in relazione a questo vettore e descritto in uno studio pubblicato sul New England Journal of Medicine.
La scoperta, però, non equivale a un nuovo allarme sanitario globale. A sottolinearlo è il virologo Fabrizio Pregliasco, secondo il quale i dati disponibili non indicano, al momento, una situazione di emergenza.
«Sulla base dei dati oggi disponibili non siamo di fronte a un nuovo allarme sanitario globale», afferma Pregliasco. E per quanto riguarda l’Italia, aggiunge, «non esistono al momento elementi che indichino la circolazione di Altnv né un rischio specifico per la popolazione».
Perché la scoperta è importante
La rilevanza dello studio, secondo l’esperto, va soprattutto oltre il singolo virus. L’identificazione di Altnv dimostra infatti quanto sia ancora vasto il campo dei microrganismi trasmessi da zecche e altri vettori che possono provocare infezioni nell’uomo senza essere riconosciuti immediatamente.
Per questo la scoperta rappresenta soprattutto un richiamo alla necessità di mantenere elevati i livelli di sorveglianza epidemiologica e virologica.
Un tema che, osserva Pregliasco, assume ulteriore importanza alla luce dei cambiamenti climatici e ambientali. Le trasformazioni delle condizioni ambientali possono infatti modificare la distribuzione geografica, la stagionalità e la densità delle zecche e di altri vettori.
Questo, precisa il virologo, non significa che ogni nuovo virus identificato sia destinato necessariamente a raggiungere l’Europa o a diffondersi nel continente. Significa però che l’individuazione tempestiva dei patogeni emergenti e il monitoraggio della loro evoluzione diventano sempre più importanti.
La prevenzione contro le zecche
La scoperta cinese riporta quindi l’attenzione anche sulle misure di prevenzione contro le punture di zecca. Durante le attività in aree boschive o caratterizzate da vegetazione alta, ricorda Pregliasco, è consigliabile indossare abiti che coprano adeguatamente il corpo e utilizzare prodotti repellenti.
Al rientro è inoltre opportuno controllare con attenzione la pelle, così da individuare rapidamente eventuali zecche rimaste attaccate. Se vengono trovate, devono essere rimosse nel modo corretto e nel minor tempo possibile.
La sorveglianza resta dunque il principale strumento per intercettare eventuali cambiamenti nella circolazione dei patogeni. Per Pregliasco, la lezione che arriva dalla Cina non è quella di alimentare l’allarme, ma di migliorare la capacità di riconoscere precocemente le nuove minacce: ricerca, monitoraggio e approccio One Health sono gli strumenti necessari per intervenire prima che un’infezione emergente possa trasformarsi in un problema sanitario più ampio.
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(con fonte AdnKronos)
