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Germania, il voto che può mettere in crisi Merz: Cdu a rischio 5%
Le urne di Meclemburgo-Pomerania Anteriore e Berlino chiudono un anno elettorale segnato dal malcontento verso il governo
Non è soltanto una nuova tornata elettorale regionale: il voto di oggi in Germania può trasformarsi in un passaggio decisivo per la sopravvivenza politica di Friedrich Merz. Domenica 20 settembre gli elettori del Meclemburgo-Pomerania Anteriore e di Berlino sono chiamati a rinnovare i rispettivi parlamenti regionali, chiudendo un anno nel quale cinque elezioni nei Länder hanno evidenziato un crescente malcontento verso il governo di coalizione guidato dal cancelliere.
A rendere particolarmente delicato l’appuntamento è soprattutto l’avanzata dell’AfD, che continua a insidiare la Cdu. Dopo la pesante sconfitta subita dalla formazione cristiano-democratica in Sassonia-Anhalt per mano di Alternative für Deutschland, il rischio per la Cdu è ora quello di andare incontro a un risultato ancora più clamoroso nel Meclemburgo-Pomerania Anteriore.
Qui il partito di Merz, secondo i sondaggi indicati alla vigilia del voto, si avvicina pericolosamente alla soglia di sbarramento del 5%. Un eventuale risultato sotto quella percentuale avrebbe un significato senza precedenti nella storia della Repubblica Federale: mai prima d’ora un partito dell’Unione, Cdu o Csu, è rimasto escluso da un parlamento regionale.
La Cdu rischia di restare fuori dal parlamento
È proprio questa eventualità ad alimentare le ipotesi sulle conseguenze politiche del voto. Una débâcle della Cdu potrebbe infatti aprire una fase di forte tensione all’interno dell’Unione cristiano-democratica e dell’Unione cristiano-sociale, fino a rimettere in discussione la stessa permanenza di Merz alla guida del governo.
Il cancelliere arriva all’appuntamento elettorale con indici di popolarità ai minimi storici e con un’autorità che, secondo il quadro descritto nel testo, viene messa in discussione anche all’interno della Cdu.
Nel frattempo l’AfD ha affrontato le ultime ore della campagna con l’obiettivo dichiarato di diventare la prima forza politica del Meclemburgo-Pomerania Anteriore. Al comizio conclusivo di Demmin, il capolista Enrico Schult ha invitato i propri sostenitori a non lasciarsi condizionare dai sondaggi.
«Vogliamo tingere di blu questo stato. Non lasciatevi scoraggiare dai sondaggi», ha detto Schult, aggiungendo: «Noi dell’AfD non vediamo l’ora. Vogliamo assumerci responsabilità di governo».
La rimonta della Spd
L’ultimo sondaggio Politbarometer della Zdf indicato nel testo racconta però una sfida molto più equilibrata di quella che l’AfD sperava di affrontare.
La Spd della governatrice uscente Manuela Schwesig è infatti protagonista di una rimonta definita forte e costante e si trova ora davanti all’AfD: 37% contro 36%.
Più indietro c’è Die Linke, al 9%, mentre la Cdu si ferma al 6%. I Verdi sono indicati al 5%, esattamente sulla soglia di sbarramento, mentre l’Alleanza Sahra Wagenknecht è al 4%.
Il voto del Meclemburgo-Pomerania Anteriore assume quindi un peso particolare per i conservatori tedeschi: da una parte c’è la possibilità che l’AfD diventi la prima forza del Land, dall’altra la concreta possibilità che la Cdu non riesca nemmeno a entrare nel parlamento regionale.
I possibili successori di Merz
Il possibile terremoto interno alla Cdu e alla Csu ha già fatto circolare i nomi di eventuali successori di Merz.
Tra quelli indicati figurano il premier bavarese della Csu Markus Söder e il presidente del Nord-Reno Westfalia Hendrik Wüst. Nelle ricostruzioni della stampa tedesca vengono inoltre citati Alexander Dobrindt, ministro dell’Interno, e Boris Rhein, ministro-presidente dell’Assia.
Söder, interrogato dalla Bild sulle possibili conseguenze per Merz di un risultato negativo il 20 settembre, ha escluso categoricamente un intervento della Csu: «Da parte della Csu non succederà in nessun caso». Il leader bavarese ha però precisato di non poter parlare a nome della Cdu.
Wüst, invece, secondo la ricostruzione di Der Spiegel, sarebbe intenzionato innanzitutto a difendere la propria posizione di premier del Nord-Reno Westfalia nelle elezioni regionali di aprile, prima di mettere eventualmente al centro le ambizioni a livello federale.
Wüst e il modello diverso da quello di Merz
Da Düsseldorf, viene spiegato, esisterebbero diverse ragioni per non puntare immediatamente a Berlino. Le condizioni economiche e la difficile situazione internazionale non dovrebbero cambiare, mentre Wüst rischierebbe di essere giudicato sulla base delle aspettative alimentate dallo stesso Merz.
C’è poi una differenza politica tra i due modelli. Il cristiano-democratico governa il Nord-Reno Westfalia insieme ai Verdi, configurando una formula che si contrappone alla svolta conservatrice promessa da Merz alla Cdu nel programma e durante la campagna elettorale.
Ora il risultato delle urne in Meclemburgo-Pomerania Anteriore e a Berlino può diventare il nuovo banco di prova per gli equilibri interni ai conservatori tedeschi.
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(con fonte AdnKronos)

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