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Houthi, messaggio all’Italia dopo il raid: «Non siamo in guerra con voi»
Il vice capo dell’Autorità per i media di Ansar Allah indica nell’Arabia Saudita il nemico: «Da 12 anni assedia e attacca il nostro Paese»
«Non siamo in guerra con l’Italia, né desideriamo che essa venga coinvolta in atti ostili contro il nostro Paese o che sostenga atti di aggressione contro la nostra Nazione e il nostro popolo». È il messaggio rivolto a Roma da Nasr al-Din Amer, vice capo dell’Autorità per i media degli Houthi, Ansar Allah, e presidente del consiglio di amministrazione dell’agenzia di stampa Saba.
Le parole arrivano dopo l’attacco alla base aerea di Ta’if, in Arabia Saudita, dove è stato colpito un velivolo F-2000 italiano. Amer precisa che il conflitto degli Houthi, secondo la loro posizione, è rivolto contro Riad: «Attualmente siamo in guerra con il nemico saudita, che da 12 anni assedia e attacca il nostro Paese».
La dichiarazione arriva dunque all’indomani dell’attacco che ha coinvolto un assetto militare italiano, senza però provocare il coinvolgimento di personale italiano. La circostanza era stata confermata dal ministro della Difesa Guido Crosetto, che aveva riferito del caccia colpito mentre si trovava all’interno della base, in un’area decentrata. Nessun altro mezzo o infrastruttura utilizzato dai militari italiani era stato danneggiato.
La posizione di Crosetto
Dopo l’attacco, Crosetto aveva chiesto una nuova valutazione dell’evoluzione della situazione e delle possibili opzioni operative ai vertici militari.
Il ministro si è rivolto al capo di Stato maggiore della Difesa, generale Luciano Portolano, al comandante del Comando operativo di vertice interforze, generale di Corpo d’armata Giovanni Maria Iannucci, e al capo di Stato maggiore dell’Aeronautica militare, generale di Squadra aerea Antonio Conserva.
L’obiettivo era fare il punto sul quadro nella regione, sulle condizioni del personale italiano e sulle eventuali opzioni operative. A Crosetto è stato inoltre confermato che le misure di sicurezza per la tutela dei militari erano già state predisposte. Il ministro aveva quindi convocato una riunione al ministero della Difesa per un primo aggiornamento.
Il caccia italiano è stato colpito nella notte del 17 settembre, durante l’attacco alla base saudita. Si tratta di un Eurofighter Typhoon F-2000, velivolo sviluppato attraverso la collaborazione industriale tra Italia, Germania, Regno Unito e Spagna.
Le caratteristiche dell’Eurofighter
L’Eurofighter Typhoon è un aereo da combattimento progettato principalmente per la difesa aerea e dotato di capacità operative estese. La velocità massima indicata è di 2.495 chilometri orari, mentre l’apertura alare supera i 15 metri.
L’armamento comprende un cannone Mauser da 27 millimetri e può arrivare fino a 6.500 chilogrammi di carichi esterni. Tra gli armamenti trasportabili figurano i missili AIM-9L Sidewinder, AIM-120 AMRAAM, Iris-T e Meteor, oltre alle bombe guidate della serie GBU, ai serbatoi supplementari e ai pod per il puntamento laser.
La dichiarazione degli Houthi arriva quindi dopo un attacco che ha colpito direttamente un velivolo italiano, ma nel quale nessun militare italiano è rimasto coinvolto.
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(con fonte AdnKronos)

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