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Trump, regali da 45mila dollari alle collaboratrici: è polemica
Le somme risultano dalle dichiarazioni finanziarie rese pubbliche dall’amministrazione. La Casa Bianca nega qualsiasi violazione delle norme
Donald Trump ha consegnato 45mila dollari in contanti a tre giovani collaboratrici della Casa Bianca, tutte appartenenti alla sua ristretta cerchia. A riferirlo è il Washington Post, sulla base dei documenti finanziari resi pubblici dall’amministrazione statunitense alla fine della scorsa settimana.
Le tre donne hanno indicato nelle proprie dichiarazioni finanziarie che le somme ricevute erano «regali in contanti per le festività». Si tratta di importi tutt’altro che simbolici: i 45mila dollari equivalgono a circa un terzo dello stipendio annuale di ciascuna, pari a 150mila dollari, secondo la relazione presentata al Congresso.
Tra le beneficiarie c’è Natalie Harp, 35 anni, assistente esecutiva di Trump e una delle collaboratrici che più frequentemente rimangono al suo fianco. Alla Casa Bianca è conosciuta come la «stampante umana», perché porta con sé un dispositivo portatile attraverso il quale fornisce al presidente copie cartacee degli articoli e dei post sui social media che vuole leggere.
Gli altri due regali da 45mila dollari sono andati a Margo Martin, consulente per le comunicazioni di 31 anni, e a Chamberlain Harris, assistente esecutiva di Trump di 26 anni. Martin segue spesso il presidente da vicino per realizzare video delle sue attività quotidiane destinati ai social media. Harris, invece, è stata nominata da Trump a febbraio alla Us Commission of Fine Arts, l’organismo che supervisiona la sala da ballo della Casa Bianca e altri progetti edilizi nell’area di Washington.
La vicenda ha sollevato interrogativi sul possibile rispetto delle norme che regolano i compensi dei dipendenti federali. Richard Painter, che era stato il principale consulente legale per l’etica della Casa Bianca durante la presidenza di George W. Bush ed è oggi critico di Trump, sostiene che i pagamenti sembrerebbero entrare in conflitto con una legge federale che vieta di integrare lo stipendio dei dipendenti pubblici con somme provenienti da fonti esterne.
Secondo Painter, attraverso quei versamenti Trump starebbe di fatto migliorando la situazione economica delle collaboratrici mentre lavorano alla Casa Bianca, cosa che, a suo giudizio, non sarebbe consentita.
La Casa Bianca respinge però l’accusa. Il portavoce Davis Ingle sostiene che Trump abbia da tempo l’abitudine di fare regali natalizi alle persone della propria cerchia, compresi in alcune occasioni dipendenti e collaboratori, sia durante la sua attività pubblica sia quando lavorava nel settore privato.
La posizione dell’amministrazione è che le somme non abbiano alcun legame con le funzioni ufficiali svolte dalle collaboratrici e siano quindi pienamente compatibili con le norme legali ed etiche applicabili.
I documenti finanziari mostrano inoltre che Trump ha fatto un altro regalo significativo a un membro della sua cerchia: 20mila dollari a Walt Nauta, direttore delle operazioni dell’Ufficio Ovale. Nauta percepisce uno stipendio di 175mila dollari.
Nauta è una figura di lunga data nell’entourage di Trump. Originario di Guam, si arruolò nella Marina nel 2001 e nel 2021 era arrivato al grado di senior chief culinary specialist, secondo i documenti militari. All’epoca lavorava alla Casa Bianca e, secondo i documenti giudiziari, Trump lo promosse a proprio valletto personale.
Anche Harp, Martin, Harris e Nauta hanno un legame con Trump che risale al suo primo mandato. Tutti facevano parte della cerchia di collaboratori che lavorò con lui in Florida durante il periodo compreso tra le due presidenze.
Martin aveva iniziato alla Casa Bianca nel 2019 come assistente stampa e aveva poi continuato a lavorare per Trump anche dopo l’insediamento di Joe Biden. Harris aveva invece iniziato la propria carriera alla Casa Bianca ed era stata soprannominata la «receptionist degli Stati Uniti» durante il primo mandato.
Harp e Nauta, inoltre, avevano accompagnato Trump durante un viaggio in Turchia, quando il presidente aveva utilizzato un camioncino per il catering per cambiare aereo.
La questione ora ruota attorno alla natura di quei pagamenti: regali personali, come sostiene la Casa Bianca, oppure somme che possono entrare in conflitto con le regole sui compensi dei dipendenti federali, come sostiene Painter. I documenti finanziari hanno reso pubblici gli importi, mentre l’amministrazione nega che vi sia stata qualsiasi violazione.
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(con fonte AdnKronos)
