Salute
Emergenza Sangue, appello ai romani: il 10 settembre si dona a Trastevere
Adnkronos e Avis Roma organizzano una giornata di donazione a Trastevere. Dalle 8.30 sarà presente un’autoemoteca in piazza Mastai. Ecco chi può donare, cosa mangiare prima e dopo e quando è possibile tornare a donare
Dopo l’estate, quando tradizionalmente le donazioni diminuiscono, torna l’appello alla solidarietà per garantire le necessarie scorte di sangue negli ospedali. A Roma è stata organizzata una raccolta straordinaria per giovedì 10 settembre, dalle 8.30, in piazza Mastai a Trastevere.
L’iniziativa è promossa da Adnkronos e Avis Roma. In piazza sarà presente un’autoemoteca con il personale sanitario e tutti i romani sono invitati a partecipare. Un gesto semplice che può contribuire a garantire le scorte necessarie per le attività ospedaliere.
Per iniziare a donare sono necessari tre requisiti fondamentali: avere un’età compresa tra 18 e 60 anni, pesare più di 50 chilogrammi e condurre uno stile di vita sano.
L’Avis Roma ricorda inoltre una regola spesso poco conosciuta: non è necessario presentarsi alla donazione completamente a digiuno. Al contrario, è consigliabile fare una colazione leggera prima del prelievo.
Cosa mangiare prima della donazione
La colazione può comprendere tè, caffè, succo di frutta o una spremuta poco zuccherata, accompagnati da due fette biscottate con marmellata poco zuccherata oppure da qualche biscotto secco.
C’è però un divieto preciso: latte e derivati non devono essere assunti prima della donazione. L’Avis Roma sconsiglia quindi il digiuno completo e raccomanda una corretta preparazione alimentare.
Cosa fare dopo aver donato
Dopo la donazione è invece possibile fare una buona colazione senza particolari restrizioni. Si possono consumare cornetti, dolci oppure alimenti salati.
È inoltre consigliabile evitare di portare pesi con il braccio utilizzato per il prelievo, così da ridurre il rischio di provocare un potenziale ematoma.
Durante il resto della giornata è opportuno evitare attività fisica e sport intenso, così come gli sforzi e i lavori particolarmente pesanti. L’Avis Roma raccomanda inoltre di non fumare nelle due ore successive alla donazione.
Non è necessario mangiare più del solito. È preferibile invece consumare un pasto leggero e facilmente digeribile e bere molti liquidi, evitando naturalmente le bevande alcoliche.
Ogni quanto si può donare
Per la donazione di sangue intero devono trascorrere almeno 90 giorni tra un prelievo e quello successivo.
Gli uomini e le donne non in età fertile possono donare fino a quattro volte all’anno, mentre per le donne in età fertile il limite è di due donazioni annuali.
Per queste ultime è indicato un intervallo minimo di 180 giorni, oppure di 90 giorni sulla base delle valutazioni mediche locali.
Diversa è la situazione per la donazione dei singoli componenti del sangue, come plasma o piastrine. Gli intervalli e i limiti annuali dipendono dal protocollo medico e dal tipo di aferesi e possono consentire una frequenza maggiore, fino a sei volte o più all’anno, secondo il giudizio clinico.
Quando bisogna rimandare la donazione
Esistono poi periodi di sospensione dal prelievo, stabiliti per tutelare la salute del donatore e garantire la sicurezza dei prodotti destinati alle trasfusioni.
La sospensione può essere di 48 ore dopo cure odontoiatriche minori e in caso di alcune vaccinazioni asintomatiche, tra cui quelle contro Covid, influenza e tetano.
Si arriva a 5-7 giorni dopo l’assunzione di antinfiammatori o aspirina, oppure dopo estrazioni dentarie e interventi chirurgici minori.
Per la guarigione da stati febbrili o terapie antibiotiche il periodo indicato è di 14 giorni.
La sospensione sale a 4 mesi dopo tatuaggi, piercing e agopuntura, oltre che in caso di rapporti sessuali occasionali o a rischio, endoscopie o interventi chirurgici maggiori.
Sono invece previsti periodi di 6 mesi-1 anno in situazioni come gravidanza e parto, con un rinvio di sei mesi dal parto o dall’interruzione, oppure dopo soggiorni e viaggi in zone endemiche per malaria o altre malattie tropicali.
Quando la donazione è esclusa
Esistono infine condizioni che comportano l’esclusione definitiva dalla donazione. Tra queste figurano la positività a epatite B, epatite C, Hiv e sifilide, oltre a patologie croniche severe come malattie cardiovascolari, tumori, diabete insulino-dipendente, epilessia e malattie autoimmuni.
L’esclusione definitiva riguarda inoltre i casi di alcolismo cronico o uso di sostanze stupefacenti.
L’Avis Roma ricorda infine anche una tutela prevista per i lavoratori dipendenti che effettuano una donazione: la legge garantisce una giornata di riposo dal lavoro normalmente retribuita. La retribuzione viene rimborsata al datore di lavoro dal Fondo sanitario nazionale attraverso l’Inps.
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(con fonte AdnKronos)
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