Salute
Donazione di sangue, le regole: dalla colazione agli intervalli
Non serve arrivare a digiuno completo e ci sono precise indicazioni sui tempi tra una donazione e l’altra
Donazione di sangue, ogni quanto si può donare e cosa fare prima – Con la fine dell’estate torna l’attenzione sulla disponibilità di sangue negli ospedali, dopo il tradizionale calo delle donazioni legato al periodo estivo. Per chi vuole diventare donatore, o per chi si appresta a effettuare un nuovo prelievo, esistono alcune regole fondamentali da conoscere: riguardano i requisiti necessari, l’alimentazione prima e dopo la donazione, le attività da evitare e soprattutto gli intervalli tra un prelievo e l’altro.
Secondo le indicazioni di Avis Roma, i requisiti di base comprendono un’età tra i 18 e i 60 anni, un peso corporeo superiore a 50 chilogrammi e uno stile di vita sano. L’idoneità viene comunque valutata dal personale medico prima della donazione.
Cosa mangiare prima della donazione
Uno degli aspetti su cui viene richiamata l’attenzione riguarda il falso mito secondo cui per donare il sangue sarebbe necessario presentarsi a digiuno completo. Non è così: è invece consigliato fare una colazione leggera.
Tra gli alimenti indicati ci sono tè, caffè, succo di frutta o spremuta poco zuccherata, due fette biscottate con marmellata poco zuccherata oppure qualche biscotto secco.
C’è però una precisa limitazione: prima della donazione sono vietati latte e derivati. Il digiuno completo, al contrario, è sconsigliato.
Dopo il prelievo
Una volta terminata la donazione è possibile fare una colazione più sostanziosa. Non ci sono particolari divieti per quanto riguarda la scelta degli alimenti: si possono mangiare cornetti, dolci oppure cibi salati.
È invece opportuno prestare attenzione al braccio utilizzato per il prelievo. Avis Roma raccomanda di non portare pesi con quel braccio, così da ridurre il rischio di formazione di un eventuale ematoma.
Per il resto della giornata è preferibile evitare l’attività fisica e soprattutto lo sport intenso. Vanno evitati anche gli sforzi e i lavori particolarmente pesanti.
È inoltre raccomandato non fumare nelle due ore successive alla donazione. Non è necessario mangiare più del solito: è preferibile consumare un pasto leggero e facilmente digeribile e bere molti liquidi, evitando naturalmente le bevande alcoliche.
Ogni quanto si può donare il sangue?
Per la donazione di sangue intero, l’intervallo minimo tra due prelievi è di 90 giorni.
Gli uomini e le donne non in età fertile possono arrivare fino a quattro donazioni all’anno. Per le donne in età fertile il limite indicato è invece di due donazioni all’anno.
Per la donazione di soli componenti del sangue, come plasma o piastrine, le tempistiche cambiano. Gli intervalli e il numero massimo di donazioni dipendono dal tipo di aferesi e dal protocollo medico e possono consentire una frequenza maggiore, anche fino a sei volte o più nell’arco di un anno, sulla base della valutazione clinica.
Le indicazioni pubblicate da AVIS Roma confermano, per la donazione di sangue intero, un intervallo minimo di 90 giorni e una frequenza di quattro donazioni annue per uomini e donne in menopausa, mentre per le donne in età fertile sono previste due donazioni all’anno.
Quando è necessario rimandare la donazione
Esistono poi situazioni nelle quali la donazione deve essere temporaneamente sospesa per tutelare sia la salute del donatore sia la sicurezza del sangue raccolto.
Tra i periodi indicati rientrano 48 ore per alcune cure odontoiatriche minori e alcune vaccinazioni, purché non siano presenti sintomi. Per l’assunzione di antinfiammatori o aspirina, così come per estrazioni dentarie o interventi chirurgici minori, possono essere previsti 5-7 giorni di sospensione.
Dopo uno stato febbrile o una terapia antibiotica il rinvio indicato è di 14 giorni.
Per tatuaggi, piercing e agopuntura il periodo indicato può arrivare a 4 mesi. Lo stesso intervallo riguarda, secondo le indicazioni riportate, alcune situazioni legate a rapporti sessuali occasionali o a rischio, oltre a endoscopie e interventi chirurgici maggiori.
Per gravidanza e parto il periodo di sospensione può arrivare a 6 mesi-1 anno, mentre soggiorni o viaggi in aree endemiche per malaria o altre malattie tropicali possono comportare un rinvio della donazione.
Quando la donazione è esclusa
Esistono infine condizioni che comportano l’esclusione definitiva dalla donazione. Tra queste figurano la positività a epatite B, epatite C, Hiv e sifilide, oltre a patologie croniche severe come alcune malattie cardiovascolari, tumori, diabete insulino-dipendente, epilessia e malattie autoimmuni.
Sono inoltre comprese l’alcolismo cronico e l’uso di sostanze stupefacenti.
La valutazione dell’idoneità resta comunque affidata al personale medico, che considera le condizioni individuali del potenziale donatore e la situazione clinica al momento del prelievo.
Il diritto alla giornata di riposo
Avis Roma ricorda infine che la normativa tutela il lavoratore dipendente che effettua una donazione, garantendogli una giornata di riposo dal lavoro normalmente retribuita. La retribuzione viene rimborsata al datore di lavoro dal Fondo sanitario nazionale attraverso l’Inps.
Dopo i mesi estivi, dunque, la richiesta di nuove donazioni torna a essere particolarmente importante per contribuire a mantenere adeguate le scorte destinate agli ospedali.
LE ULTIME NOTIZIE
(con fonte AdnKronos)
