News
Manovra 2027, dal bollo all’Irpef: cosa cambia e cosa è ancora da decidere
Il governo prepara l’ultima legge di Bilancio della legislatura tra tagli fiscali, incentivi al lavoro e interventi per imprese e famiglie
La Manovra 2027 prende forma tra misure già definite e interventi ancora legati alla disponibilità delle risorse. L’avvicinarsi della campagna elettorale aggiunge pressione a un quadro nel quale il governo punta comunque a mantenere il controllo dei conti pubblici. Ogni nuova misura dovrà quindi avere una copertura certa e compatibile con il percorso di riduzione del disavanzo.
Tra gli interventi già destinati a entrare nel quadro della prossima legge di Bilancio c’è l’addio al bollo auto per il 2027 per le vetture fino a 80 kW e per i motocicli. Il provvedimento, inizialmente finanziato per un solo anno, potrebbe diventare strutturale con la Manovra. Sul resto del pacchetto fiscale e sulle altre misure, invece, la partita resta aperta.
Il governo punta a concentrare le risorse su interventi considerati in grado di sostenere consumi e salari, senza allentare il controllo sulla finanza pubblica. A pesare sulle scelte sono anche l’incertezza legata alla guerra in Iran, il rischio di nuovi aumenti dell’energia, le prospettive di crescita e l’inflazione. Il debito pubblico, che a luglio ha superato i 3.200 miliardi, resta inoltre un vincolo centrale.
Bollo auto, stop dal 2027
La novità già formalizzata riguarda il bollo auto. Il decreto pubblicato in Gazzetta ufficiale prevede per il 2027 l’esenzione per le autovetture fino a 80 kW e per i motocicli. Il provvedimento è entrato in vigore dopo la pubblicazione.
La misura ha un costo di circa 2,3 miliardi di euro e, nella sua impostazione attuale, è finanziata per il 2027. L’obiettivo del governo è renderla strutturale attraverso la prossima legge di Bilancio.
La scelta arriva nell’anno che precede il voto e riguarda un tributo particolarmente contestato, ma l’esecutivo esclude che l’intervento sia stato concepito come una misura elettorale. La linea dichiarata resta quella di privilegiare interventi duraturi rispetto a misure temporanee dai costi elevati.
Flat tax per i giovani, due ipotesi sul tavolo
Uno dei capitoli ancora da definire riguarda la tassazione agevolata per gli under 35. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha ipotizzato una flat tax sugli aumenti contrattuali dei giovani lavoratori, prevedendo anche il coinvolgimento delle imprese.
Un’altra proposta arriva dal sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon e prevede una tassazione al 5% per cinque anni sulle nuove assunzioni di giovani con meno di 35 anni.
Sono dunque due strumenti diversi, accomunati dall’obiettivo di alleggerire il carico fiscale legato all’occupazione giovanile.
Lavoro, dagli incentivi alle competenze
Nella Manovra dovrebbe trovare spazio anche il Pacchetto Lavoro proposto dalla ministra Marina Calderone, con la possibilità di rendere più selettive alcune delle misure.
Tra gli interventi figurano le decontribuzioni per le assunzioni stabili di giovani e donne, quelle nella Zes e quelle destinate alla stabilizzazione dei lavoratori precari. Sul fronte fiscale resta inoltre l’ipotesi della detassazione al 5% dei rinnovi contrattuali, del lavoro notturno e degli straordinari.
Prevista anche l’imposta ridotta all’1% sui contratti di produttività. Un altro capitolo riguarda il Fondo nuove competenze, che potrebbe essere rifinanziato portando la dotazione complessiva oltre i 2 miliardi di euro.
Neonati e bonus mamme
Tra le proposte che potrebbero trovare spazio se ci saranno risorse sufficienti c’è anche il salvadanaio previdenziale per i neonati.
Il governo valuta inoltre un rafforzamento del bonus destinato alle mamme lavoratrici con due figli. L’attuale misura prevede 60 euro al mese per le lavoratrici con un reddito annuo entro i 40mila euro.
Tredicesime, ipotesi di taglio delle tasse
Sul tavolo c’è anche la proposta del deputato di Fratelli d’Italia Marco Osnato per ridurre la tassazione sulle tredicesime dei redditi più bassi.
L’ipotesi prevede un’aliquota del 15% o del 10% per i redditi fino a 15mila euro. Il beneficio netto in busta paga sarebbe compreso, a seconda del reddito, tra 200 e 500 euro.
Partite Iva, la proposta della Lega
La Lega punta invece sull’ampliamento del regime di flat tax per le partite Iva. La proposta è portare da 85mila a 100mila euro il limite massimo dei ricavi per accedere all’aliquota del 15%.
Per l’estensione del regime sarà comunque necessario il via libera europeo.
Imprese, iperammortamento e robotica
Sul versante delle imprese, tra le misure allo studio c’è il ritorno dell’iperammortamento per gli investimenti tecnologici, con particolare attenzione all’integrazione dell’intelligenza artificiale nei processi produttivi.
Si valuta inoltre un pacchetto specifico di incentivi per la robotica avanzata. Per le Zes, invece, l’orientamento è estendere almeno il regime di semplificazione all’intero territorio nazionale, mentre appare più complesso replicare ovunque anche il sistema degli incentivi.
Isee e revisione dei bonus
Un altro fronte riguarda le regole dell’Isee. Il vicepremier Matteo Salvini ha sollecitato una revisione dello strumento con l’obiettivo dichiarato di evitare che i bonus statali finiscano sistematicamente agli stessi beneficiari.
La revisione dovrebbe quindi intervenire sui criteri utilizzati per determinare l’accesso alle prestazioni agevolate.
Casa ed energia
Sul fronte dell’edilizia, il governo valuta l’utilizzo della flessibilità europea destinata all’efficienza energetica per finanziare un possibile conto termico per l’edilizia popolare.
Tra le ipotesi figura anche la conferma del bonus edilizio al 50% per la prima casa e al 36% per la seconda. Nel caso in cui i lavori comprendano interventi di rigenerazione energetica, la quota detraibile potrebbe arrivare fino al 65%.
Resta inoltre allo studio una cedolare secca selettiva per alcune categorie di negozi, subordinata alla disponibilità delle risorse.
Il nodo del ceto medio
La misura di maggiore impatto sul fronte fiscale resta però quella destinata al ceto medio, già rimasta fuori dalla Manovra precedente e riproposta in vista del 2027.
L’ipotesi è estendere l’aliquota Irpef del 33% ai redditi fino a 60mila euro, rispetto all’attuale soglia di 50mila euro. L’intervento riguarderebbe circa un milione di contribuenti e avrebbe un costo stimato intorno ai 3 miliardi di euro.
È proprio la disponibilità delle coperture a determinare, nei prossimi mesi, quali delle misure oggi sul tavolo potranno effettivamente entrare nella legge di Bilancio.
LE ULTIME NOTIZIE
(con fonte AdnKronos)

You must be logged in to post a comment Login