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Ucraina, l’allarme di Kiev: “Putin pianifica nuove offensive di terra”
Le informazioni dell’intelligence riguardano Kiev e Chernihiv, ma non risultano concentramenti di truppe. La guerra prosegue tra raid russi e nuove tensioni sul fronte energetico
Non solo missili e droni. Putin prepara nuove offensive contro Kiev e Chernihiv, secondo le informazioni raccolte dall’intelligence ucraina, che segnala la possibile pianificazione di nuove operazioni terrestri russe contro la capitale e la città di Chernihiv. L’allarme arriva mentre gli attacchi con droni russi continuano a colpire diverse città ucraine.
A riferire delle informazioni è Pavlo Palisa, vicecapo dell’Ufficio presidenziale ucraino, citato da Politico. Secondo Palisa, i vertici militari russi avrebbero ricevuto dal Cremlino l’incarico di preparare operazioni contro le due città.
Lo stesso Palisa ha però precisato che al momento non ci sono prove di un concentramento di truppe russe. La priorità di Kiev, ha spiegato, è “impedire che si creino le condizioni perché i russi possano lanciare qualsiasi azione offensiva”.
L’allarme dell’intelligence ucraina arriva mentre il conflitto continua senza una soluzione e le forze russe mantengono la pressione sul territorio ucraino. Diverse esplosioni sono state udite ieri sera a Kiev. Secondo i media locali, la capitale è stata nuovamente attaccata con droni russi Geran-4. Le autorità hanno invitato la popolazione a seguire le indicazioni di sicurezza e a restare nei rifugi fino alla fine dell’allerta.
Le vittime degli attacchi
È salito a 37 il numero delle vittime dell’attacco russo nel distretto di Bucha, secondo quanto riferito dal governatore Tymur Tkachenko.
A Myla, località nei pressi di Kiev, un magazzino delle forze militari ucraine è esploso venerdì 28 agosto, dopo un attacco con un drone. L’esplosione ha provocato anche 42 feriti.
Volodymyr Zelensky ha definito l’accaduto “un atto di negligenza”, contestando la presenza di esplosivi all’interno di un centro abitato. Il presidente ucraino ha ricordato anche un precedente episodio avvenuto a Vyshneve, definendo casi di questo tipo “assolutamente inaccettabili”.
Mosca blocca le esportazioni di Diesel
Sul fronte economico ed energetico, la Russia ha prorogato fino al 30 settembre il divieto di esportazione del Diesel, introdotto per sostenere la stabilità del mercato interno dei carburanti. La misura riguarda anche il carburante marittimo e il gasolio prodotto dalle aziende russe.
Le disponibilità sul mercato interno sono state messe sotto pressione anche dagli attacchi condotti con droni ucraini contro diverse raffinerie.
Mosca ha inoltre disposto il divieto, fino al 31 gennaio 2027, delle esportazioni di Diesel da parte di soggetti che non sono produttori e delle esportazioni di benzina. Il blocco sulle esportazioni di carburante per aerei resterà invece in vigore fino alla fine di novembre.
Putin e la metafora dell’orso
Durante un incontro con studenti e insegnanti a Mosca, Putin ha parlato anche delle orche che, al Polo Nord, possono predare gli orsi polari, utilizzando l’esempio per spiegare il funzionamento della “catena alimentare”.
Il presidente russo ha quindi collegato la metafora alla guerra in Ucraina: “Bisogna insegnarlo ai bambini, affinché capiscano in che mondo viviamo e perché stiamo conducendo l’operazione militare speciale”.
L’orso è una metafora già utilizzata da Putin nella sua retorica. Nel 2014 il presidente russo aveva paragonato la Russia a un orso che l’Occidente voleva “mettere alla catena” e privare di “denti e artigli”.
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(con fonte AdnKronos)
