News
Garlasco, Sempio prepara la prima mossa: la difesa punta sulla Consulta
Gli avvocati contestano la possibilità di celebrare un nuovo processo per l’omicidio di Chiara Poggi mentre Alberto Stasi è ancora condannato in via definitiva per lo stesso delitto
Il primo confronto tra accusa e difesa nel procedimento contro Andrea Sempio potrebbe essere rinviato ancora prima di entrare nel merito delle prove. Gli avvocati Angela Taccia e Liborio Cataliotti intendono chiedere al giudice dell’udienza preliminare di sollevare una questione di legittimità costituzionale: il nodo è la possibilità di processare Sempio per l’omicidio di Chiara Poggi mentre Alberto Stasi sta ancora scontando una condanna definitiva per lo stesso delitto. Per i legali, procedere su due binari paralleli, con la revisione della condanna di Stasi ancora da discutere, rischia di aprire la strada a un contrasto tra giudicati.
La richiesta di rinvio a giudizio della Procura di Pavia non ha sorpreso la difesa. L’imputazione, infatti, è rimasta quella già formulata alla chiusura delle indagini: Sempio, 38 anni, è accusato di aver ucciso Chiara Poggi con crudeltà, «per il numero e l’entità delle ferite inferte, di cui almeno 12 lesioni sul cranio e sul volto», e per motivi abietti, che l’accusa riconduce all’«odio per la vittima a seguito del rifiuto del suo approccio sessuale». Sarà il gup a decidere se disporre il processo, valutando gli elementi raccolti dai pm guidati da Fabio Napoleone e le eventuali richieste di nuovi approfondimenti.
Tra gli accertamenti che potrebbero entrare nella discussione c’è una possibile perizia sull’impronta 33, il segno della mano trovato sulla scala della cantina della villetta di via Pascoli, a Garlasco. Per gli investigatori l’impronta sarebbe attribuibile a Sempio, mentre la difesa ne contesta la riconducibilità all’indagato. Ma prima ancora di affrontare questo e gli altri elementi investigativi, compresa la traccia di Dna maschile rilevata sulle unghie della vittima, i legali vogliono porre una questione preliminare.
«Se andiamo avanti parallelamente» con il processo a Sempio e con la richiesta di revisione di Stasi, «potrebbe crearsi un altro mostro giuridico, un grande problema di contrasto di giudicati», ha dichiarato Angela Taccia durante la trasmissione Cinque Minuti, su Rai 1. L’avvocata ha spiegato che la difesa solleverà proprio all’udienza preliminare la questione costituzionale: «Sarà la prima eccezione che solleveremo». La finalità, ha precisato, è «prevenire un problema più grande che potrebbe presentarsi in futuro».
La prima iniziativa sarà dunque chiedere al gup di investire la Corte costituzionale, con l’obiettivo di ottenere la sospensione dell’udienza preliminare in attesa della valutazione sulla legittimità della situazione processuale. La difesa vorrebbe inoltre attendere la decisione della Corte d’Appello di Brescia sull’istanza di revisione della condanna di Stasi, che dovrebbe essere depositata a metà novembre, secondo quanto trapela. L’eventuale allungamento dei tempi, ha assicurato Taccia, non cambia la linea dei legali: «Noi guardiamo più che al tempo, alla sostanza delle cose. Il punto è fare le cose per bene: c’è un Codice di procedura, noi seguiamo le regole e i ragionamenti tecnico-processuali-penalistici. Faremo le nostre scelte difensive e capiremo poi il da farsi».
La richiesta della Procura, ha aggiunto l’avvocata, era attesa anche nei suoi contenuti: «Non ci sorprende né per le tempistiche né per l’imputazione, rimasta quella della chiusura indagini». Taccia ha poi rivendicato il lavoro svolto dalla difesa nei mesi precedenti: «In questi mesi ha fornito vari indizi e prove secondo le quali Andrea Sempio assolutamente non è l’assassino di Chiara Poggi». E ha concluso: «Sarà la Procura a dover dimostrare il contrario».
Superato l’eventuale passaggio procedurale, il confronto potrebbe concentrarsi sugli altri elementi al centro dell’inchiesta. Oltre all’impronta 33 e al Dna maschile sulle unghie di Chiara Poggi, i pm attribuiscono valore ai soliloqui intercettati, interpretati come una confessione, e all’ipotesi che Sempio avesse visionato i video intimi della coppia. Secondo la ricostruzione accusatoria, proprio questo avrebbe potuto spingerlo a tentare un approccio con la vittima, anche attraverso le tre telefonate effettuate a casa Poggi alcuni giorni prima dell’omicidio.
Alla difesa spetterà inoltre decidere quale rito scegliere. Sempio potrebbe chiedere il rito abbreviato, ammesso per il delitto perché precedente alla riforma e in grado di garantire, in caso di condanna, uno sconto di un terzo della pena. In alternativa, i legali potrebbero optare per il rito ordinario: se non arrivasse il proscioglimento, il procedimento proseguirebbe davanti alla Corte d’Assise. L’udienza preliminare, con ogni probabilità, non inizierà comunque prima del 2027.
Sempio, attraverso i suoi avvocati, ha ribadito la propria posizione: «Sono pronto e sono convinto che sarà dimostrata la mia innocenza».
(con fonte AdnKronos)

You must be logged in to post a comment Login