Economia
Pacchi extra Ue, scatta il contributo da 2 euro: cosa cambia
La nuova tariffa europea riguarda gli invii diretti ai consumatori, senza una soglia minima di valore. Si aggiunge al prelievo di 3 euro già previsto per le spedizioni sotto i 150 euro
Il numero degli articoli contenuti in una spedizione non è il criterio decisivo: a determinare il nuovo costo è la loro tipologia. Da oggi, domenica 1 novembre, i pacchi inviati direttamente ai consumatori da Paesi esterni all’Unione europea sono soggetti a un contributo di 2 euro per ciascuna categoria di prodotto, senza distinzione in base al valore della merce. Una regola che può incidere anche su un singolo ordine composto da articoli diversi e che si affianca al dazio di 3 euro già introdotto per le spedizioni di valore inferiore a 150 euro.
Il meccanismo è semplice, ma il suo effetto sul prezzo cambia in base alla composizione del pacco. Dieci magliette rientrano nella stessa categoria e comportano un contributo complessivo di 2 euro; se insieme agli indumenti vengono spediti anche cappelli, le tipologie diventano due e la tariffa sale a 4 euro. Non si paga quindi per ogni singolo oggetto, ma per ciascuna famiglia merceologica presente nella confezione.
La Commissione europea ritiene che il nuovo onere non debba necessariamente tradursi in un aumento a carico degli acquirenti. Le piattaforme e i venditori, però, potranno includerlo nel prezzo prima della conclusione dell’acquisto. Sarà dunque nelle condizioni economiche mostrate al momento dell’ordine che i consumatori potranno ritrovarsi l’eventuale maggiorazione.
La decisione europea risponde alla crescita degli invii di piccolo valore provenienti dai Paesi extra Ue, un fenomeno che ha assunto dimensioni considerevoli soprattutto per effetto delle spedizioni dalla Cina. Nell’ultimo anno sono entrati nell’Unione quasi 6 miliardi di piccoli pacchi: il 93% aveva origine cinese. La gestione di una quantità così elevata di invii comporta un carico di lavoro per le autorità doganali che il nuovo contributo intende contribuire a compensare, oltre a contenere il flusso delle spedizioni.
I due prelievi, tuttavia, hanno natura e scadenze differenti. I 2 euro introdotti dal 1° novembre costituiscono un contributo permanente, il cui importo sarà sottoposto a revisione ogni due anni. Il dazio di 3 euro, già applicato da luglio ai pacchi sotto i 150 euro, è invece una misura temporanea: resterà in vigore fino al 1° luglio 2028. Per gli acquisti online da venditori extraeuropei, il costo finale dovrà quindi tenere conto di entrambe le disposizioni, quando ricorrono le rispettive condizioni di applicazione.
(con fonte AdnKronos)

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