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Attacchi hacker ai supermercati, gruppi filorussi in azione
Il gruppo filorusso NoName057(16), insieme a Zpentest, rivendica le intrusioni in diversi Paesi. In Italia il governo esclude per ora un’emergenza. In Germania un supermercato ha dovuto smaltire ingenti quantità di alimenti
La temperatura degli impianti di refrigerazione alterata da remoto, fino a raggiungere i 50 gradi, e ingenti quantità di alimenti finite tra i rifiuti. È uno degli effetti degli attacchi informatici che hanno preso di mira la catena del freddo dei supermercati in diversi Paesi europei. A rivendicarli sono stati gli attivisti hacker filorussi di NoName057(16), in collaborazione con il gruppo Zpentest, attraverso un video diffuso sui social. La notizia è stata anticipata dal Tg1.
Le intrusioni hanno interessato Belgio, Svezia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Finlandia, Irlanda ed Estonia. Nel mirino sono finiti i sistemi di refrigerazione dei punti vendita, con la possibilità per gli aggressori di intervenire a distanza sui parametri degli impianti. Gli episodi non si sono limitati alla distribuzione alimentare: anche l’industria britannica della lavorazione della carne è stata colpita da attacchi informatici. A riferirlo è stato Paul Chichester, direttore delle operazioni del National Cyber Security Centre britannico, che ha tuttavia definito minimo l’impatto degli attacchi.
Uno degli episodi più gravi segnalati riguarda la Germania. A Wetter-Volmarstein, nella Renania Settentrionale-Vestfalia, è stato preso di mira il supermercato gestito dall’organizzazione benefica Arbeiterwohlfahrt. Le temperature sono aumentate sia nei banchi frigoriferi destinati alla vendita sia nelle aree esterne di stoccaggio. Il punto vendita ha dovuto eliminare una quantità ingente di prodotti alimentari, mentre l’ammontare complessivo dei danni resta ancora da chiarire.
Secondo Sandrae Salten, responsabile dell’organizzazione, il bersaglio effettivo degli hacker non sarebbe stato direttamente il supermercato, ma la società incaricata della manutenzione da remoto degli impianti di refrigerazione.
In Italia, intanto, il governo esclude al momento una situazione di allarme, pur mantenendo alta l’attenzione. La questione è stata affrontata a Palazzo Chigi durante una riunione tra il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano e il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida. All’incontro hanno partecipato anche il direttore dell’Agenzia per la Cybersicurezza nazionale e i vertici delle Agenzie di intelligence.
Dai primi accertamenti, ha comunicato il governo, l’impatto degli attacchi sul territorio italiano risulta «fortemente limitato»: sarebbero state coinvolte poche unità commerciali, a fronte delle migliaia presenti nel Paese. Le verifiche hanno però fatto emergere una vulnerabilità precisa. Alcune delle strutture interessate utilizzano ancora sistemi di sicurezza obsoleti, con interfacce direttamente esposte su Internet e meccanismi di autenticazione carenti.
La situazione sarebbe diversa per la maggior parte della rete distributiva, che secondo Palazzo Chigi dispone di sistemi di protezione aggiornati e in grado di respingere intrusioni informatiche. Il governo mantiene quindi alta l’attenzione, pur escludendo per ora un impatto significativo sulla distribuzione alimentare nazionale.
(con fonte AdnKronos)
(con fonte AdnKronos)

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