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Duplice omicidio a Villa Pamphili, Kaufmann condannato all’ergastolo
La Prima Corte d’Assise di Roma ha accolto le richieste della Procura: tre anni di isolamento diurno per l’uomo accusato di aver ucciso la compagna e la figlia di 11 mesi
L’ergastolo, con tre anni di isolamento diurno. È la condanna inflitta a Francis Kaufmann dalla Prima Corte d’Assise di Roma per il duplice omicidio di Anastasia Trofimova e della figlia Andromeda, di appena 11 mesi, trovate morte il 7 giugno dello scorso anno a Villa Pamphili. La sentenza accoglie le richieste della Procura e chiude il processo di primo grado con la condanna dell’uomo conosciuto anche con l’identità di Rexal Ford.
Per Kaufmann, fuggito in Grecia dopo i fatti, i pubblici ministeri contestavano l’omicidio aggravato della compagna e della bambina, oltre all’occultamento dei cadaveri. Tra le aggravanti indicate nell’imputazione figuravano i motivi futili e abietti, la minorata difesa delle vittime, la relazione affettiva con Trofimova e il rapporto di discendenza con la figlia.
Nella requisitoria, il pubblico ministero aveva tracciato un profilo durissimo dell’imputato, definendolo «freddo, lucido, manipolatore, narcisista patologico», ma pienamente capace di intendere e di volere. «Ha una forte e spiccata personalità ma è un impostore», aveva sostenuto il pm, ricordando anche l’episodio in cui Kaufmann era stato fermato dagli agenti mentre si trovava ubriaco in strada con la figlia.
Su quel controllo il magistrato aveva insistito con parole particolarmente severe: l’uomo sarebbe riuscito a «incartare» anche i poliziotti e, secondo il pubblico ministero, «se avessero fatto bene il loro lavoro forse la bambina sarebbe ancora viva».
Di segno opposto la linea della difesa. Nell’arringa pronunciata questa mattina, l’avvocato Paolo Foti aveva chiesto l’assoluzione di Kaufmann da entrambi i capi d’imputazione, sostenendo che non fosse stato lui a commettere i fatti, anche con formula dubitativa.
Il percorso processuale era stato segnato anche dalle condizioni psicofisiche dell’imputato. A maggio la Corte aveva sospeso il dibattimento disponendo per lui un percorso farmacologico. Le udienze erano riprese poco più di un mese dopo, quando i giudici avevano ritenuto il suo stato compatibile con la permanenza in carcere.
A ottobre era arrivato un ulteriore passaggio: la Corte aveva respinto l’ultima richiesta della difesa, che sollecitava una nuova perizia sulla capacità di intendere e di volere di Kaufmann. Oggi la decisione dei giudici: ergastolo e tre anni di isolamento diurno.
(con fonte AdnKronos)

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