News
Delitto di Garlasco, chiesto il processo per Andrea Sempio
La Procura di Pavia contesta l’omicidio aggravato dalla crudeltà e dai motivi abietti per la morte di Chiara Poggi. La decisione passa ora al giudice per l’udienza preliminare
La Procura di Pavia chiede il rinvio a giudizio di Andrea Sempio per l’omicidio di Chiara Poggi, uccisa nella sua abitazione di Garlasco il 13 agosto 2007. Le contestazioni sono quelle di omicidio aggravato dalla crudeltà e dai motivi abietti. Dopo la seconda chiusura delle indagini e il deposito delle controdeduzioni della difesa, il fascicolo passa ora al giudice per l’udienza preliminare, chiamato a decidere se disporre il processo.
Nel comunicato firmato dal procuratore capo Fabio Napoleone, gli inquirenti ricostruiscono l’aggressione in più fasi. Secondo l’ipotesi accusatoria, dopo una prima colluttazione Sempio avrebbe colpito ripetutamente Chiara Poggi alla testa con un corpo contundente, provocandone la caduta. La donna sarebbe stata poi trascinata verso la porta della cantina e, mentre tentava di reagire mettendosi carponi, raggiunta da altri tre o quattro colpi al capo, fino a perdere conoscenza.
La ricostruzione della Procura prosegue con il trascinamento del corpo verso le scale: la vittima sarebbe stata spinta e fatta scivolare nella cantina. Anche quando era ormai incosciente, secondo gli investigatori, sarebbe stata colpita ancora, con almeno quattro o cinque colpi. Le lesioni cranio-encefaliche riportate avrebbero provocato la morte.
L’accusa richiama la crudeltà in relazione al numero e alla gravità delle ferite: almeno dodici lesioni, secondo quanto indicato nel comunicato, localizzate sul cranio e sul volto. Tra le aggravanti contestate figura anche quella dei motivi abietti, che la Procura riconduce all’odio nei confronti della vittima dopo il presunto rifiuto di un approccio sessuale.
Sempio, attraverso i suoi avvocati Angela Taccia e Liborio Cataliotti, ha fatto sapere di essere pronto ad affrontare la fase giudiziaria e di confidare nell’esito del procedimento: «Sono pronto e sono convinto che sarà dimostrata la mia innocenza».
La difesa considera la richiesta di rinvio a giudizio un passaggio previsto. «L’imputazione è conforme rispetto alle nostre previsioni sia per quello che concerne la dinamica del fatto sia per quanto riguarda le aggravanti», ha dichiarato l’avvocato Cataliotti. I legali, ha aggiunto, sono pronti a contestare le accuse partendo dalle questioni processuali, passando per le richieste di prova e arrivando poi al merito.
Sulla vicenda è intervenuto anche il ministro della Giustizia Carlo Nordio, che ha escluso commenti sulle decisioni della magistratura, richiamandone l’autonomia e l’indipendenza. Ha però osservato quanto sia complesso recuperare prove a distanza di molti anni da un delitto. Nordio ha detto di comprendere il disagio di entrambi i protagonisti: da una parte una persona condannata e che ha già scontato anni di carcere, dall’altra un soggetto oggi accusato dello stesso omicidio.
(con fonte AdnKronos)
