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Trump alza la pressione: nuovi attacchi contro l’Iran per frustrazione a no accordo
La Casa Bianca punta sulla forza per sbloccare i negoziati, ma aumentano i timori di una reazione iraniana e di un allargamento del conflitto
Donald Trump torna a puntare sulla leva militare per cercare di piegare Iran e ottenere concessioni al tavolo negoziale, nonostante mesi di tensioni abbiano finora mostrato la resistenza di Teheran a cedere sotto pressione.
Negli ultimi giorni, il presidente americano ha autorizzato nuovi attacchi contro obiettivi militari iraniani, accusando la leadership della Repubblica islamica di voler prendere tempo senza arrivare a un’intesa. Una linea dura che riflette la crescente frustrazione della Casa Bianca per lo stallo dei colloqui.
Secondo un’analisi di CNN, questa strategia è stata ribadita anche dalle parole del capo del Pentagono Pete Hegseth: “se dobbiamo negoziare con le bombe, negozieremo con le bombe”. Una dichiarazione che evidenzia l’approccio dell’amministrazione, convinta che la pressione militare possa costringere gli ayatollah a fare concessioni.
Tuttavia, diversi osservatori mettono in guardia sul rischio opposto: un’escalation potrebbe irrigidire ulteriormente la posizione iraniana, rendendo ancora più difficile qualsiasi soluzione diplomatica.
Teheran, infatti, continua a ribadire la propria linea. L’ambasciatore iraniano alle Nazioni Unite, Amir Saeid Iravani, ha dichiarato che “nessun accordo duraturo può essere raggiunto attraverso intimidazioni o uso della forza”, escludendo quindi aperture sotto pressione militare.
Ufficialmente, Washington sostiene di non voler riaprire un conflitto su larga scala. Tuttavia, i nuovi bombardamenti aumentano il rischio di una reazione da parte iraniana e di un possibile allargamento della crisi nella regione.
Secondo esponenti democratici al Congresso, l’Iran mantiene la capacità di colpire infrastrutture energetiche nei Paesi del Golfo o di agire indirettamente attraverso alleati come i ribelli Houthi, mettendo a rischio le rotte commerciali nel Mar Rosso e influenzando i prezzi globali dell’energia.
Per Trump, la sfida resta ottenere un accordo che possa essere presentato come una vittoria politica. Ma se anche questa nuova fase di attacchi non dovesse modificare la posizione iraniana, la strategia basata sulla coercizione militare rischia di rivelarsi ancora una volta inefficace.
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(con fonte AdnKronos – Immagine Trump realizzata con IA)

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