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Stati Uniti-Iran, Trump: “Ora l’Iran pagherà il ritardo nei negoziati”
Trump accusa l’Iran di aver rallentato i colloqui e rilancia la minaccia di attacchi: “L’Iran pagherà le conseguenze”
Gli Stati Uniti hanno condotto una serie di attacchi contro obiettivi militari in Iran, presentati come risposta all’abbattimento di un elicottero Apache nello Stretto di Hormuz. L’operazione ha innescato una nuova fase di escalation, con Teheran che ha reagito lanciando missili e droni contro installazioni statunitensi nella regione del Golfo.
Trump: “Pronti a nuovi attacchi”
Il presidente americano Donald Trump, in un’intervista a Fox News, ha dichiarato di essere “vicino” a ordinare ulteriori attacchi contro infrastrutture energetiche e ponti in Iran. In un post su Truth Social ha poi definito il Paese “il bullo del Medio Oriente”, sostenendo che “pagherà le conseguenze” della sua condotta.
Trump ha aggiunto che l’esercito iraniano sarebbe “un disastro totale” e ha affermato che “gran parte delle forze militari non esiste più”, definendo l’Iran “tutto chiacchiere e niente fatti”.
Teheran: “Violata la sovranità nazionale”
Il ministero degli Esteri iraniano ha definito gli attacchi statunitensi una “chiara violazione” della sovranità del Paese, accusando Washington di compromettere il quadro diplomatico in corso.
Il portavoce Esmaeil Baqaei ha sostenuto che il processo negoziale viene minato dai “messaggi contraddittori” e dall’uso della forza, che renderebbe impossibile qualsiasi avanzamento politico.
Gli attacchi nello Stretto di Hormuz
Secondo quanto riferito dalle autorità americane, i raid sono stati effettuati in risposta all’abbattimento di un elicottero Apache nello Stretto di Hormuz. Gli obiettivi colpiti includerebbero sistemi di difesa aerea e radar iraniani.
Fonti citate da Axios riportano che l’operazione avrebbe interessato diverse installazioni strategiche nell’area marittima.
La risposta iraniana nella regione
In risposta, i Pasdaran hanno annunciato attacchi contro basi statunitensi nel Golfo. Missili e droni sarebbero stati lanciati verso obiettivi militari americani, secondo comunicazioni diffuse tramite canali ufficiali iraniani.
In Bahrein, immagini diffuse e geolocalizzate da CNN mostrerebbero lampi di luce vicino a installazioni militari statunitensi, mentre diversi Paesi della regione hanno attivato i sistemi di difesa aerea.
La Giordania ha dichiarato di aver intercettato cinque missili diretti verso la base di Azraq, senza vittime né danni. Anche Kuwait e altri Paesi hanno segnalato intercettazioni di ordigni.
Preoccupazione internazionale
Cina e Russia hanno espresso preoccupazione per l’escalation, invitando tutte le parti alla moderazione e alla cessazione immediata degli attacchi.
Pechino ha chiesto di evitare un ulteriore deterioramento della situazione, mentre Mosca ha parlato di una fase “estremamente preoccupante” e ha sollecitato la ripresa del dialogo.
Diplomazia e negoziati
Prima della nuova ondata di attacchi, il vicepresidente americano JD Vance aveva dichiarato che un accordo sul programma nucleare iraniano era “molto vicino”, pur riconoscendo la possibilità di tempi più lunghi per una conclusione.
Secondo Vance, l’obiettivo rimane quello di un’intesa duratura che impedisca all’Iran di sviluppare armi nucleari nel lungo periodo.
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(con fonte AdnKronos)
