Motori
Bollo auto, arriva la riforma: nuove scadenze ma niente riduzione dei costi
Il governo ha approvato il 5 agosto una mini riforma che armonizza le scadenze tra le Regioni. Restano invariati i criteri di calcolo e il pagamento per le auto già in circolazione
La riforma del bollo auto non porta, almeno per ora, né uno sconto né un’abolizione dell’imposta. Nonostante le speranze degli automobilisti e le ipotesi rilanciate in questi giorni anche dal vicepremier Antonio Tajani, la mini riforma approvata dal governo il 5 agosto interviene soprattutto sulle scadenze, con l’obiettivo di uniformare le regole tra le Regioni.
Il cambiamento principale scatterà dal primo gennaio 2028. Da quella data il primo bollo dovrà essere pagato ovunque entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello dell’immatricolazione. Per i rinnovi successivi, invece, il pagamento dovrà essere effettuato entro l’ultimo giorno del mese in cui l’auto è stata originariamente immatricolata.
La nuova disciplina non riguarderà le auto già in circolazione. Per questi veicoli resteranno valide le regole attuali, con le rispettive scadenze nei mesi di aprile, agosto o dicembre.
Bollo auto, quanto si continuerà a pagare
Per gli automobilisti non sono quindi previsti tagli agli importi. I dettagli dovranno essere definiti con la pubblicazione del provvedimento in Gazzetta Ufficiale, ma i parametri utilizzati per il calcolo resteranno invariati.
Il bollo continuerà a essere determinato in base alla potenza del veicolo, espressa in kW e indicata al punto P.2 della carta di circolazione, e alla classe ambientale, da Euro 0 a Euro 6. Gli importi base potranno essere aumentati dalle Regioni fino al 10%, mentre per alcune categorie di veicoli potrà essere previsto anche un pagamento con cadenza quadrimestrale.
Una novità riguarda invece il caso in cui il proprietario versi per errore il bollo alla Regione sbagliata. Saranno le stesse amministrazioni regionali a occuparsi del trasferimento delle somme, evitando che l’automobilista debba gestire direttamente il problema.
Dovrebbe inoltre rimanere in vigore il superbollo per le auto con potenza superiore a 100 kW, con la maggiorazione prevista. Non cambiano neppure le esenzioni, comprese quelle applicate alle auto elettriche.
Noleggio, cambia la Regione di riferimento
Una delle modifiche più rilevanti riguarda le auto a noleggio. La Regione di riferimento non sarà più legata alla sede legale della società di noleggio, ma al luogo di abituale utilizzo del veicolo.
Per i contratti di noleggio a lungo termine senza conducente è prevista inoltre una novità già dal primo gennaio 2027: i contratti saranno annotati anche al Pra, il Pubblico registro automobilistico.
Possibile sospensione dopo la vendita dell’auto
Tra le altre misure previste dovrebbe esserci anche la possibilità di sospendere il pagamento del bollo per i veicoli usati venduti, a condizione che il passaggio di proprietà venga trascritto al Pra entro 60 giorni dalla vendita.
In questo caso sarà il nuovo proprietario a dover riallineare il pagamento alla data di immatricolazione del veicolo.
Resta invece dovuto il bollo anche quando sull’auto è stato disposto un fermo amministrativo di natura fiscale.
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(con fonte AdnKronos)
