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Nicole Minetti, udienza decisiva al Tribunale di Sorveglianza sull’affidamento in prova
Il procedimento si intreccia con le condanne nei casi Ruby-bis e Rimborsopoli e con gli effetti della grazia presidenziale concessa a febbraio per motivi umanitari
È attesa per domani, venerdì 12 giugno, l’udienza davanti al Tribunale di Sorveglianza che riguarda Nicole Minetti, nell’ambito della richiesta di affidamento in prova ai servizi sociali dopo le condanne riportate in due distinti procedimenti penali.
Le sentenze riguardano il cosiddetto caso Ruby-bis, in cui l’ex consigliera regionale lombarda ha riportato una condanna a 2 anni e 10 mesi per favoreggiamento della prostituzione, e il caso Rimborsopoli, con una pena di un anno e un mese per peculato. Le due condanne sono ora oggetto di valutazione per l’applicazione di una misura alternativa alla detenzione.
Parallelamente al percorso giudiziario, la vicenda si intreccia con una richiesta di grazia presentata all’inizio del 2025 al Presidente della Repubblica. L’istanza era motivata dalla necessità di assistere il figlio adottivo in Uruguay, affetto da gravi problemi di salute.
Il provvedimento di clemenza è stato concesso lo scorso 18 febbraio per ragioni umanitarie e ha successivamente alimentato dibattito pubblico e approfondimenti investigativi. Dopo le verifiche della Procura generale di Milano, il Quirinale ha confermato il proprio parere favorevole.
L’atto firmato dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella è stato inserito nel fascicolo del procedimento e potrebbe incidere sull’esito dell’udienza, fino alla possibile dichiarazione di cessazione dell’efficacia del titolo esecutivo, con il venir meno della materia del contendere.
L’udienza si svolgerà a porte chiuse, al piano terra del Palazzo di Giustizia, e avrà carattere essenzialmente tecnico-procedurale. Non sono previsti nuovi depositi documentali.
In aula saranno presenti la sostituta procuratrice generale Valeria Marino e, per la difesa, gli avvocati Antonella Calcaterra, Emanuele Fisicaro e Paolo Siniscalchi, che non aderiscono allo sciopero promosso dall’Unione delle camere penali italiane contro la presunta “sistematica e indiscriminata captazione dei colloqui tra legali e detenuti nel carcere di Perugia”.
Secondo il legale Emanuele Fisicaro, l’udienza dovrebbe limitarsi a una presa d’atto degli sviluppi. “Speriamo che si metta fine a questa storia”, ha dichiarato.
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(con fonte AdnKronos)

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