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Decreto sicurezza approvato definitivamente dalla Camera: 162 sì, scontro con il Pd
Via libera finale al provvedimento con 102 voti contrari. Forti critiche dell’opposizione
La Camera ha approvato in via definitiva il decreto legge sicurezza con 162 voti a favore, 102 contrari e un astenuto. Dopo il voto finale, la seduta è stata sospesa per consentire la riunione della Conferenza dei capigruppo, chiamata a ridefinire il calendario dei lavori della prossima settimana.
Prima del voto, il vicepremier Matteo Salvini aveva commentato l’importanza del provvedimento, sottolineando come rappresenti un intervento concreto sulla sicurezza e sulla vita quotidiana dei cittadini, nonostante le criticità del contesto internazionale.
L’aula di Montecitorio ha lavorato per tutta la notte, con una lunga maratona parlamentare scandita dagli interventi dell’opposizione. Le dichiarazioni di voto si sono concluse intorno alle 7.30 del mattino, prima della ripresa dei lavori e del voto finale.
Particolarmente attivo il gruppo del Partito Democratico, che ha animato la seduta con numerosi interventi. I deputati dem hanno definito il decreto come la dimostrazione del fallimento dell’azione dell’esecutivo guidato da Giorgia Meloni, evidenziando come si tratti del quarto provvedimento in materia di sicurezza.
Nel corso del dibattito sono state rivolte critiche sia nel merito sia nel metodo. Da un lato, l’opposizione contesta l’impostazione del decreto, basata sull’introduzione di nuovi reati e sull’inasprimento delle pene, ritenuta non adeguata a rispondere ai bisogni reali di sicurezza. Dall’altro, viene contestata la gestione dei lavori parlamentari, giudicata compressiva del confronto democratico.
Tra i punti sollevati anche il richiamo ai principi costituzionali, con l’accusa che alcune norme possano incidere sul diritto al dissenso. Secondo il Pd, il risultato finale è un impianto normativo definito come un “pasticcio istituzionale”.
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(con fonte AdnKronos)
