Pratica Quotidiana
Ora solare, lancette indietro stanotte: risparmi e novità per il 2027
Nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre si torna all’ora solare. Intanto, alla Camera si valuta il superamento dei cambi stagionali e l’ipotesi di mantenere l’ora legale tutto l’anno.
Nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre torna l’ora solare: alle 3 le lancette dovranno essere spostate indietro alle 2. Si dormirà un’ora in più, ma le giornate avranno meno luce nel tardo pomeriggio. Si chiude così il periodo di ora legale, iniziato il 29 marzo e destinato a ripartire nella notte tra il 27 e il 28 marzo 2027.
Il cambio d’ora riporta al centro anche il tema dei consumi energetici e l’ipotesi di mantenere l’ora legale durante tutto l’anno. Secondo i dati di Terna, il sistema attuale ha già prodotto risparmi significativi. L’eventuale estensione ai mesi invernali potrebbe aggiungere ulteriori benefici, ma la scelta resta aperta sul piano politico e normativo.
I risparmi dell’ora legale nel 2026
Nei sette mesi appena conclusi, l’ora legale ha permesso di ridurre i consumi elettrici di circa 300 milioni di kWh, una quantità equivalente al fabbisogno medio annuo di circa 115 mila famiglie. Il risparmio economico stimato supera i 90 milioni di euro, secondo i dati di Terna, la società guidata da Pasqualino Monti che gestisce la rete elettrica nazionale.
Il beneficio riguarda anche l’ambiente: la riduzione dei consumi ha evitato emissioni per circa 140 mila tonnellate di CO₂.
Per il periodo compreso tra il 29 marzo e il 25 ottobre 2026, il costo medio del kilowattora per il cliente domestico tipo in maggior tutela è stato pari a 31,4 centesimi di euro, imposte incluse, secondo i dati dell’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente.
Guardando al periodo più lungo, dal 2004 al 2026 il minor consumo di elettricità attribuito all’ora legale ha superato complessivamente 12,3 miliardi di kWh. Il risparmio economico per i cittadini, secondo l’analisi di Terna, è stato di circa 2,4 miliardi di euro.
Ora legale permanente, il confronto arriva alla Camera
È proprio il risparmio energetico a riportare in discussione la possibilità di mantenere l’ora legale anche nei mesi invernali. La X Commissione Attività produttive della Camera ha concluso il 1° ottobre 2026 un’indagine conoscitiva sugli effetti dell’ora legale permanente, raccomandando di valutare il superamento dei due cambi d’orario annuali.
Ivan Meo, esperto di Immobiliare.it, richiama l’attenzione sulle tre opzioni individuate dalla Commissione: estendere l’ora legale almeno per un intero ciclo stagionale, accompagnando la sperimentazione con un monitoraggio strutturato; introdurre l’ora legale permanente; oppure mantenere l’ora solare per tutto l’anno.
La Commissione non ha indicato una soluzione definitiva. Il nodo resta anche europeo: le norme attualmente in vigore impongono ancora il passaggio all’ora legale in primavera e il ritorno all’ora solare in autunno.
Nel 2018 la Commissione europea aveva proposto di abolire i cambi stagionali, lasciando ai singoli Stati la scelta dell’orario definitivo. Il Parlamento europeo aveva approvato la proposta nel 2019, ma il Consiglio non ha ancora raggiunto un accordo. Nel 2026 Bruxelles ha avviato un nuovo studio sugli effetti dell’abolizione del cambio d’ora, con risultati attesi entro la fine dell’anno.
In assenza di una posizione comune tra i Paesi membri, la Commissione della Camera ha sottolineato la necessità di coordinare a livello europeo qualsiasi eventuale iniziativa nazionale.
Quanto si risparmierebbe con l’ora legale tutto l’anno
Le stime distinguono il risparmio già ottenuto con il sistema attuale da quello che potrebbe derivare dall’estensione dell’ora legale all’inverno. Nel 2026, il periodo da marzo a ottobre dovrebbe consentire di risparmiare circa 302 GWh, con un beneficio economico stimato da Terna in circa 80 milioni di euro.
Mantenere l’ora legale anche durante i mesi invernali potrebbe aggiungere circa 160 GWh, portando il risparmio complessivo annuo a circa 462 GWh. Il beneficio economico totale arriverebbe, secondo le stime riportate, a circa 120 milioni di euro.
La differenza decisiva è quella tra il vantaggio già garantito dal sistema attuale e il risparmio aggiuntivo: gli 80 milioni stimati per il periodo da marzo a ottobre resterebbero sostanzialmente invariati. L’eventuale passaggio all’ora legale permanente porterebbe quindi un beneficio ulteriore, legato soprattutto ai mesi invernali.
