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Putin chiama i russi al voto, la Russia elegge la nuova Duma
Il presidente lega la partecipazione elettorale alla guerra in Ucraina. Un sondaggio Levada segnala forte disinteresse e scarsa fiducia nella consultazione
Russia, al via tre giorni di voto: Putin chiama alle urne, ma cresce il disinteresse – La Russia torna alle urne per tre giorni, da venerdì a domenica, per il rinnovo della Duma di Stato e per una serie di consultazioni regionali e locali. Si vota in un clima segnato dalla guerra in Ucraina, con una competizione elettorale nella quale i principali partiti dell’opposizione al sistema restano ammessi, mentre gli spazi per candidature indipendenti e formazioni esterne alla struttura politica dominante risultano fortemente ridotti.
Alla vigilia del voto, Vladimir Putin ha invitato i cittadini a partecipare, collegando esplicitamente la consultazione alla guerra. In un discorso trasmesso dalle reti nazionali, il presidente ha sostenuto che la scelta degli elettori avrebbe dimostrato ancora una volta il sostegno di milioni di persone ai soldati russi e l’unità del Paese.
Il richiamo al patriottismo arriva però mentre i dati disponibili descrivono una partecipazione tutt’altro che scontata. Secondo un sondaggio del Levada Center realizzato lo scorso giugno, solo il 28% degli intervistati dichiarava di voler andare a votare. Il 66% non sapeva neppure quando si sarebbero svolte le elezioni o non lo sapeva al momento della rilevazione.
Tra coloro che allora dicevano di non voler partecipare, il 41% motivava la scelta sostenendo che il proprio voto non avrebbe fatto alcuna differenza, mentre il 24% riteneva che le elezioni non sarebbero state corrette.
Il disinteresse ha riguardato persino la campagna elettorale. A Ryazan, secondo quanto riportato dal Moscow Times, per due giorni consecutivi Rossiya 1 non sarebbe riuscita a riunire nello stesso studio i candidati alla Duma. Il conduttore avrebbe dovuto interrompere la cosiddetta tribuna elettorale poco dopo l’apertura perché nessuno dei candidati si era presentato.
Duma, governatori e assemblee regionali
La consultazione riguarda i 450 seggi della Duma di Stato: metà viene assegnata con il voto di lista e l’altra metà attraverso i collegi uninominali.
Nelle stesse giornate si svolgono inoltre elezioni per alcuni governatori, per le assemblee legislative regionali e per diversi consigli comunali.
Russia Unita, il partito associato a Putin, parte da una posizione di forte vantaggio con 321 deputati nella Duma uscente. In corsa ci sono inoltre Partito comunista, Liberal-democratici, Russia giusta, Nuova Popolazione e Yabloko.
Proprio Yabloko, unica formazione tra quelle presenti a esprimersi apertamente contro la guerra, non parteciperà però al voto di lista. La Corte Suprema lo ha escluso con una sentenza del 10 agosto.
Una parte dell’opposizione all’estero ha invitato comunque i russi a recarsi ai seggi e a votare per qualsiasi formazione diversa da Russia Unita. Yabloko ha chiesto invece ai propri sostenitori di partecipare, ma di annullare la scheda cartacea attraverso la scelta di più opzioni, evitando il voto elettronico.
Candidati esclusi e spazi ridotti
Anche nei collegi uninominali diversi candidati dell’opposizione sono stati costretti a lasciare la competizione. Secondo il sito indipendente Vyorstka, sono stati 36 in totale, circa la metà dei quali riconducibili a Yabloko.
Le esclusioni sarebbero state determinate anche da procedimenti amministrativi che, in presenza persino di sanzioni di lieve entità, possono comportare l’ineleggibilità. Diciassette candidati, secondo il conteggio citato dal testo, sarebbero stati esclusi per post nei quali compariva il nome di Aleksei Navalny. Altri sette per collegamenti a contenuti pubblicati su Facebook o Instagram, piattaforme bloccate in Russia ma utilizzate comunque da ampi settori dell’élite.
Il sistema politico russo ha inoltre conosciuto una forte riduzione del numero dei partiti legalmente registrati. Ekaterina Schulmann, analista che da tempo vive in Germania, ha sottolineato che sarebbe sbagliato pensare che esistesse in passato una libertà elettorale piena poi completamente cancellata. Resta però il dato che negli ultimi dieci anni i partiti registrati sono passati da 75 a 17.
Per la prima volta dal 2012, inoltre, soltanto le formazioni esentate dalla raccolta delle 200mila firme necessarie per presentare una lista, vale a dire i partiti già rappresentati nella Duma uscente, sono riuscite a presentare liste per le elezioni parlamentari. A sottolinearlo è Vadim Ternovoy di Election Atlas, citato dal Moscow Times.
Dal 2022, aggiunge il quadro riportato nel testo, il numero delle candidature alle elezioni di tutti i livelli è diminuito di circa il 20%. Il dato riguarda le richieste di ammissione alle competizioni, non soltanto le candidature effettivamente accettate.
Il voto nei territori occupati
Le urne saranno aperte anche nei territori ucraini occupati e unilateralmente annessi da Mosca: Donbass, Kherson e Zaporizhzhia.
Putin aveva fatto riferimento proprio a queste aree nel discorso pronunciato alla vigilia della consultazione, utilizzando il termine Novorossiya, denominazione che richiama i territori conquistati dall’Impero russo nella seconda metà del Settecento.
Nel frattempo, il Cremlino punta anche sulla componente elettronica del voto, uno degli elementi sui quali la competizione elettorale continua a essere oggetto di contestazioni da parte degli osservatori e dell’opposizione.
Il quadro alla vigilia delle urne è quindi segnato da una partecipazione che appare incerta, da un sistema di accesso alle candidature sempre più selettivo e da un’opposizione che arriva al voto con possibilità ridotte di competere sul piano nazionale.
Anche tra i partiti dell’opposizione parlamentare e nelle stesse strutture di Russia Unita sono emerse, secondo il testo, forme di disillusione e tensioni interne. Il progetto di organizzazione del sistema politico costruito negli anni dal Cremlino arriva così a una fase nella quale, accanto alla riduzione degli spazi di competizione, emerge anche un crescente disinteresse verso il voto.
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(con fonte AdnKronos)
