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Ceuta, il Parlamento Ue bacchetta la Spagna su regolarizzazione migranti
L’Eurocamera approva una risoluzione con 339 voti a favore e 225 contrari: Madrid dovrà fare i conti con le richieste di maggiore controllo delle frontiere esterne. Strasburgo critica le regolarizzazioni su larga scala e chiede di valutarne gli effetti sui movimenti secondari nell’area Schengen
Alla fine proprio così “pazzo e visionario” l’esecutivo italiano non è, per aver bloccato Schengen proprio con la nazione più popoloso della penisola iberica. La gestione dell’immigrazione torna al centro dello scontro politico europeo e questa volta nel mirino finisce la Spagna di Pedro Sánchez. Il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione sulla crisi degli ingressi irregolari a Ceuta, criticando la politica di regolarizzazione su larga scala adottata da Madrid e chiedendo alla Commissione europea di valutarne le possibili conseguenze sui movimenti secondari e sul funzionamento dello spazio Schengen.
Il testo è passato con 339 voti favorevoli, 225 contrari e 16 astensioni. Nel documento le regolarizzazioni vengono indicate come un possibile «fattore di attrazione» per i migranti e come un «segnale negativo» nei confronti delle reti che organizzano il traffico di persone.
L’Eurocamera chiede quindi un rafforzamento della protezione delle frontiere esterne dell’Unione, con particolare attenzione a Ceuta. La città spagnola, insieme alla vicina Melilla, viene indicata come parte integrante dell’Ue: per i deputati, la sua sovranità e la sua integrità territoriale non possono essere messe in discussione.
La risoluzione esprime anche cordoglio per le 141 persone che hanno perso la vita durante la crisi di fine luglio, una perdita di vite umane che il Parlamento considera evitabile. Gli eurodeputati condannano inoltre quella che definiscono la «strumentalizzazione della migrazione irregolare come elemento di guerra ibrida contro l’integrità territoriale di un Paese dell’Ue».
Più sicurezza a Ceuta
Nel documento viene riconosciuto il lavoro svolto dai cittadini e dalle autorità locali durante la crisi, così come quello delle forze dell’ordine, del personale sanitario e delle organizzazioni non governative impegnate nell’assistenza.
Allo stesso tempo, il Parlamento condanna gli episodi di violenza verificatisi a Ceuta dalla fine di luglio e chiede di rafforzare la presenza delle forze di polizia e sicurezza. L’ordine pubblico, secondo la risoluzione, resta infatti a rischio.
Il governo spagnolo viene invitato a utilizzare pienamente ed efficacemente i finanziamenti di emergenza messi a disposizione dalla Commissione europea e il sostegno operativo delle agenzie dell’Ue. Madrid dovrà inoltre cooperare con l’indagine giudiziaria nazionale ancora in corso sugli avvenimenti.
Per l’Eurocamera la sicurezza delle frontiere esterne non può essere considerata una questione esclusivamente nazionale. Si tratta di una responsabilità condivisa tra gli Stati membri, perché una mancata risposta efficace può avere ripercussioni sull’intera area Schengen.
Il nodo dei rimpatri
Un altro passaggio centrale riguarda il contrasto al traffico di migranti. Il Parlamento invita tutti i Paesi dell’Ue a rafforzare gli interventi e sollecita Commissione e governi a incrementare i finanziamenti destinati alla protezione delle frontiere esterne.
Tra le richieste figura anche il potenziamento delle capacità di Frontex e l’attivazione rapida degli strumenti disponibili nei momenti di crisi.
Gli eurodeputati richiamano inoltre il nuovo Patto migrazione e asilo, applicabile da giugno, e sottolineano la responsabilità della Spagna nell’utilizzarne pienamente il quadro giuridico e operativo.
La risoluzione chiede poi il rapido rimpatrio delle persone che non hanno diritto a restare nell’Unione europea, compresi i minori non accompagnati, sempre nel rispetto del diritto europeo e internazionale.
Sul fronte dei rapporti con il Marocco, Parlamento europeo sollecita Madrid e Rabat ad accelerare la cooperazione sui rimpatri e sulla riammissione dei migranti arrivati durante l’ingresso di massa di fine luglio.
Frontiere e rapporti con Rabat
La risoluzione lega anche i rapporti dell’Unione con i Paesi vicini al principio della reciprocità. Secondo il Parlamento, l’accesso preferenziale al mercato europeo e i finanziamenti dovrebbero essere accompagnati da una collaborazione efficace nella gestione delle frontiere, nel contrasto alle reti di trafficanti e nella riammissione dei migranti irregolari.
Un richiamo diretto viene rivolto alle autorità marocchine, invitate a rispettare gli impegni assunti sulla gestione delle frontiere, sui rimpatri e sulla cooperazione migratoria.
L’Eurocamera ribadisce infine che il rispetto dell’integrità territoriale degli Stati membri rappresenta un principio fondamentale del diritto internazionale. Per questo, eventuali dichiarazioni capaci di mettere in discussione la sovranità spagnola vengono considerate incompatibili con gli obblighi derivanti dal rapporto di partenariato con l’Unione europea.
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(con fonte AdnKronos)
