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Israele, sparatoria vicino a Bnei Barak: 5 morti, attaccante palestinese ucciso

La polizia israeliana ha identificato nel 27enne palestinese Diaa Hamarsha, militante della Jihad islamica, l’autore dell’attacco di questa sera a Bnei Brak . Il giovane, che in passato aveva lavorato illegalmente nella cittadina vicino a Tel Aviv, ha aperto il fuoco con un fucile automatico M-16, uccidendo cinque persone, prima di essere a sua volta ucciso dalla polizia.

Un’altra persona è in condizioni gravi. La persona che ha sparato era a bordo di una motocicletta ed è stata “neutralizzata” secondo quanto scrive il Jerusalem Post. L’attacco, il terzo in pochi giorni in Israele, è avvenuto nella cittadina alle porte di Tel Aviv, abitata prevalentemente da ultraortodossi, con un’alta densità di popolazione e un basso reddito. Arrestato anche un sospetto.

A quanto scrive il Jerusalem Post, i primi colpi d’arma da fuoco sono stati sparati attorno alle 20 ora locale su HaShnaim Street. Una persona è stata trovata uccisa in un’automobile e altre due sul vicino marciapiede. Un’altra persona è stata trovata morta su una traversa della prima strada, in Hertzl Street. La quinta vittima è morta dopo il trasporto in ospedale.

“Israele sta affrontando una letale ondata di terrorismo arabo”, lo “combatteremo con perseveranza, testardaggine e pugno di ferro”. Così il primo ministro israeliano Naftali Bennett, dopo l’attacco terroristico di questa sera. Domani mattina verrà riunito il gabinetto di sicurezza per una incontro ad alto livello sugli attentati terroristici che in una settimana hanno causato 11 morti.

Intanto il ministro della Difesa Benny Gantz ha promesso su Twitter di usare “ogni mezzo” per metter fine all’ondata di attacchi. “Abbiamo attraversato tempi difficili come popolo e come Paese, in mezzo a ondate di terrorismo, abbiamo sempre vinto con forza e determinazione e sarà così anche questa volta. L’intero apparato di sicurezza, l’esercito, i servizi dello Shin Bet, la polizia, useranno ogni mezzo per riportare la sicurezza nelle strade d’Israele e un senso di sicurezza fra i cittadini”, ha scritto Gantz.

Anche il presidente dell’Autorità nazionale palestinese (Anp), Mahmoud Abbas, ha condannato l’attentato: “Esprimo condanna per l’uccisione di civili israeliani questa sera, sottolineando che l’uccisone di civili palestinesi e israeliani porta soltanto ad un deterioramento della situazione. Il ciclo della violenza dimostra che soltanto una pace globale, giusta e stabile è la via più breve e corretta per la sicurezza e la stabilità dei due popoli”, si legge in un comunicato diffuso da Abbas.Nel riportare la notizia, Times of Israel ricorda che Abbas non aveva fatto commenti dopo i due precedenti attentati avvenuti a Beer Sheba e Hadera nell’arco di una settimana.

HAMAS E LA JIHAD ISLAMICA ‘FESTEGGIANO’ – Hamas e la Jihad islamica ‘festeggiano’ l’attacco di Bnei Brak per quanto non sia ancora stato ufficialmente rivendicato. “L’operazione di Tel Aviv sottolinea l’unità del popolo palestinese ovunque esso viva”, ha detto Mushir al-Masri, esponente di Hamas, alla radio del gruppo. L’attacco di oggi “è un’avvisaglia delle operazioni del nostro popolo all’interno dell’entità sionista”, ha fatto eco Ahmad al-Mudali, un leader della Jihad, gruppo a cui apparteneva l’attentatore.

IN ISRAELE 11 MORTI E TRE ATTACCHI IN UNA SETTIMANA: PIÙ VITTIME DEGLI ULTIMI 2 ANNI – Tre attacchi in una settimana con un totale di 11 morti. E’ altissima la tensione in Israele, dove in una settimana si sono registrati più morti per terrorismo del 2020 e il 2021 combinati insieme. Un bilancio così alto in breve tempo non si registrava dal 2006, quando un terrorista suicida si fece saltare su un autobus a Tel Aviv.

L’attacco di questa sera a Bnei Brak, in cui sono state uccise cinque persone, segue l’attentato di domenica sera ad Hadera, in cui sono state uccise due guardie di frontiera, entrambi 19enni. Il 22 marzo a Beer Sheba un uomo ha ucciso una donna travolgendola con la sua auto e poi ha ucciso altre tre persone a coltellate. Gli autori dei due attacchi di Hadera e Beer Sheba erano arabi israeliani legati allo Stato Islamico.

Le autorità israeliane sono particolarmente preoccupate anche in vista del mese sacro islamico di Ramadan, che quest’anno cade in aprile in coincidenza con la festività cristiana di Pasqua e quella ebraica di Pesach. Proprio oggi il ministro della Difesa israeliano Benny Gantz si è recato ad Amman per un incontro con re Abdullah II di Giordania incentrato sulla sicurezza durante la ricorrenza islamica.

L’attacco di domenica sera ad Hadera è avvenuto in coincidenza con lo storico summit che ha riunito domenica e lunedì nel Negev i ministri degli Esteri di Israele, Stati Uniti e quattro paesi arabi: Egitto, Marocco, Emirati Arabi Uniti e Bahrein.

(AdnKronos)

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