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Stretto di Hormuz, nave commerciale colpita da un proiettile “fantasma”: un ferito
L’Ukmto riferisce di un attacco durante il transito in uscita dallo Stretto: danni alla sala macchine. Intanto il traffico navale resta ai minimi
Una nave commerciale è stata colpita oggi, 18 agosto, da un “proiettile non identificato” mentre era in transito in uscita dallo Stretto di Hormuz. A riferirlo è l’Operazione commerciale marittima del Regno Unito (Ukmto), organismo britannico che raccoglie e diffonde allerte sulla sicurezza della navigazione mercantile, sulla base di una segnalazione ricevuta dalla stessa nave.
Il proiettile ha provocato danni alla sala macchine e ferito un membro dell’equipaggio. Gli altri componenti dell’equipaggio stanno ricevendo assistenza dalla Guardia Costiera dell’Oman. Al momento, secondo l’Ukmto, non è stato segnalato alcun impatto ambientale.
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Stretto di Hormuz, ieri solo sei navi in transito
Il nuovo episodio si verifica mentre i transiti navali attraverso lo Stretto di Hormuz continuano a rimanere su livelli estremamente bassi. Ieri, 17 agosto, giorno della scadenza del memorandum tra Stati Uniti e Iran siglato a giugno, hanno attraversato il passaggio strategico soltanto sei navi mercantili, tre in entrata e tre in uscita.
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Il dato emerge dalle informazioni preliminari sul traffico marittimo di Kpler, rilanciate da diversi media internazionali. La media degli ultimi dieci giorni è di 11 navi al giorno.
Nel fine settimana i numeri erano stati ancora più contenuti: sabato erano transitate tre navi, mentre domenica i passaggi erano stati appena due. Nessuna delle imbarcazioni conteggiate era una superpetroliera o una nave gasiera destinata al trasporto di gas naturale liquefatto.
Il conteggio potrebbe tuttavia non comprendere tutte le navi effettivamente transitate. Alcune imbarcazioni potrebbero infatti aver attraversato lo Stretto con i transponder spenti, risultando quindi escluse dai dati disponibili.
Teheran: “Sospetto” l’attacco nel Kurdistan iracheno
Intanto Teheran ha definito “sospetto” l’attacco con droni avvenuto ieri contro l’ufficio del primo ministro del governo regionale del Kurdistan iracheno, Masrour Barzani, e contro la residenza del capo dell’agenzia di sicurezza e intelligence della regione.
Lo riporta il Times of Israel, ricordando che Barzani aveva attribuito all’Iran la provenienza dei droni e definito gli attacchi “una pericolosa escalation” e “una minaccia diretta alla sicurezza e alla stabilità della regione del Kurdistan”.
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, ha parlato di uno “sviluppo altamente sospetto”. Come riferisce l’agenzia di stampa statale iraniana Irna, Baghaei ha invitato alla vigilanza contro quelli che ha definito “piani sinistri da parte dei nemici di Iran e Iraq”.
Il portavoce iraniano ha inoltre affermato che funzionari iracheni avevano segnalato il rischio di attacchi “false flag” pianificati nel Paese, sostenendo che vi sarebbero attori interessati a danneggiare i rapporti tra Iran e Iraq.
Le indiscrezioni sul canale segreto tra Usa e Pasdaran
Sul caso pesa anche quanto riferito nei giorni scorsi da alcuni media riguardo a un presunto canale di comunicazione riservato tra Washington e Teheran.
Secondo indiscrezioni di stampa, funzionari curdi avrebbero svolto il ruolo di intermediari nei contatti tra la Casa Bianca e le autorità iraniane. Domenica, la testata statunitense Axios ha riferito che gli Stati Uniti avrebbero aggirato i negoziatori iraniani mantenendo un canale di comunicazione segreto con i Pasdaran, attraverso funzionari curdi, nel quadro degli sforzi per porre fine alla guerra.
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(con fonte AdnKronos)

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