Primo Piano
L’amore per Trump sì, ma non è cieco: Netanyahu si smarca sul piano Gaza
Il premier israeliano accetta di dare una possibilità alla roadmap americana, ma pone condizioni precise: prima il disarmo di Hamas sotto supervisione Usa, poi il ritiro delle truppe israeliane dalla Striscia
L’alleanza con Donald Trump resta salda, ma Benjamin Netanyahu non sembra disposto ad accettare senza condizioni il piano americano per Gaza. Al termine di un incontro di oltre quattro ore con Jared Kushner, inviato e genero del presidente degli Stati Uniti, il premier israeliano ha concordato che il primo passaggio verso la demilitarizzazione della Striscia dovrà essere la consegna delle armi da parte di Hamas, con il disarmo supervisionato da un “generale americano”.
A riferirlo è stato un funzionario israeliano all’Afp. Secondo la fonte, Netanyahu e Kushner hanno stabilito che il disarmo di Hamas dovrà precedere qualsiasi altro passaggio. Netanyahu ha inoltre ribadito che Israele non ritirerà le proprie truppe da Gaza fino al completamento di questa fase.
La posizione israeliana è stata illustrata anche da una fonte del Board of Peace al sito Ynet. L’obiettivo condiviso, ha spiegato, è arrivare allo smantellamento completo di Hamas, privandolo delle armi e del potere, e alla totale smilitarizzazione di Gaza. Solo dopo dovrebbe procedere il ritiro completo delle forze israeliane.
Israele avrebbe inoltre presentato durante il confronto le proprie preoccupazioni sul piano della sicurezza. Il Board of Peace, secondo la stessa fonte, ne avrebbe tenuto conto e l’orientamento emerso dall’incontro sarebbe stato “positivo”.
Alla riunione con Netanyahu, secondo il Times of Israel, hanno partecipato anche Nikolay Mladenov, nominato “alto rappresentante” del Board of Peace, e l’ex premier britannico Tony Blair.
Netanyahu dà una chance alla roadmap di Trump
Nonostante le riserve israeliane, Netanyahu e Kushner hanno concordato che Israele darà una “chance” alla roadmap prevista dal piano americano per Gaza.
Lo ha riferito ad Al Jazeera una fonte sempre del Board of Peace, secondo cui durante l’incontro è stato concordato un percorso per il futuro della Striscia. Ora, ha aggiunto la fonte, spetterà a Hamas dimostrare di essere realmente disposto a rispettare gli impegni assunti.
Netanyahu ha definito i colloqui “profondi e costruttivi” e ha annunciato la creazione di due gruppi di lavoro. Il primo sarà dedicato al disarmo e alla smilitarizzazione di Gaza, mentre il secondo si occuperà di servizi igienico-sanitari, acqua potabile e altre questioni di salute pubblica.
Il premier israeliano ha chiarito inoltre che, secondo la posizione condivisa da Israele e l’organismo per la pace a Gaza, il disarmo e la smilitarizzazione dovranno avvenire prima dell’avvio dei lavori di ricostruzione nella Striscia.
Netanyahu avrebbe ottenuto il via libera per raid mirati
Sul fronte militare, secondo una fonte citata da Haaretz, Netanyahu avrebbe ottenuto l’autorizzazione a proseguire con attacchi mirati sulla Striscia di Gaza.
In precedenza, l’ufficio del premier israeliano aveva comunicato l’intesa sulla costituzione dei due gruppi di lavoro, precisando che quello dedicato alle infrastrutture sanitarie dovrà occuparsi anche della prevenzione di focolai di malattie e della contaminazione delle falde acquifere e delle acque costiere.
Il confronto con la delegazione americana arriva dopo che Netanyahu, a inizio mese, aveva respinto il piano in 15 punti sostenuto da Trump. La posizione del premier israeliano resta quindi più cauta rispetto alla linea della Casa Bianca, anche se il governo di Gerusalemme ha ora accettato di verificare la possibilità di procedere lungo la roadmap americana.
Kushner: Netanyahu non crei ostacoli
Secondo una fonte israeliana citata dalla Cnn, Kushner avrebbe chiesto a Netanyahu di portare avanti il piano per il cessate il fuoco sostenuto da Trump e di “non creare ostacoli” alla sua attuazione.
Durante il colloquio, Netanyahu avrebbe spiegato che procedere sulla proposta americana è problematico anche per ragioni politiche interne, a causa delle elezioni israeliane previste per la fine di ottobre e della necessità di mantenere il sostegno dell’elettorato di destra.
Dopo l’incontro con Kushner, Mladenov e le rispettive delegazioni, il presidente israeliano Isaac Herzog ha espresso apprezzamento per gli sforzi finalizzati ad assicurare un futuro più sicuro a Israele, Gaza e all’intera regione.
Herzog ha inoltre detto di apprezzare l’impegno a procedere verso le fasi successive del piano a Gaza, in conformità con il piano in 20 punti di Trump, sottolineando di essere rimasto colpito dal fatto che gli interessi di sicurezza israeliani costituiscano un elemento centrale della proposta.
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(con fonte AdnKronos)
