Primo Piano
Israele intensifica i raid in Libano, uccisi due comandanti di Hezbollah.
Nuovi attacchi israeliani nel sud del Libano dopo il raid di sabato costato la vita a 13 persone. Eliminati due alti comandanti di Hezbollah. Ben-Gvir torna sulla pena di morte per i prigionieri palestinesi
Israele intensifica i raid nel sud del Libano, dopo gli attacchi condotti nelle ore notturne contro centri abitati e infrastrutture. A riferirlo è l’Agenzia Nazionale di Stampa libanese, che collega la nuova offensiva al raid israeliano di sabato, nel quale sono morte 13 persone e altre 14 sono rimaste ferite.
L’esercito israeliano ha inoltre confermato l’eliminazione di due alti comandanti di Hezbollah. Il primo è stato identificato in Ali Mohammad Fakhr al-Din, conosciuto anche come Abu Hassan Alaa, indicato dalle autorità militari israeliane come un comandante di spicco dell’unità Badr. Secondo Israele, avrebbe pianificato operazioni ostili contro le forze israeliane, comprese azioni condotte attraverso droni carichi di esplosivo.
Dopo l’attacco ai soldati dell’Idf sulla cresta di Ali al-Taher, in Libano, il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha lanciato un messaggio netto sui social: “Nessun conto rimarrà aperto su nessun fronte”. Israele, ha aggiunto, “difenderà con fermezza i suoi soldati e i suoi cittadini”.
Ben-Gvir: “Farò l’impossibile per l’esecuzione dei prigionieri palestinesi”
Sul fronte interno israeliano, torna intanto al centro del dibattito la questione della pena di morte per i prigionieri palestinesi. Il ministro della Sicurezza Nazionale Itamar Ben-Gvir ha dichiarato che farà “l’impossibile” per garantirne l’esecuzione, aggiungendo di auspicare che i condannati vengano impiccati “uno per uno”.
Parlando con Rom Braslavski, ex prigioniero israeliano, il ministro ha sostenuto che l’impiccagione rappresenta il metodo di esecuzione previsto dalla legge sulla pena di morte che lui stesso sta promuovendo.
“Farò l’impossibile quando arriverà il momento”, ha dichiarato il ministro. “Vi prometto che farò tutto ciò che è in mio potere e che sconvolgerò il mondo per far sì che questo accada”.
Il leader del partito di estrema destra Otzma Yehudit ha inoltre affermato di essere “felice” del fatto che i prigionieri palestinesi siano sottoposti a condizioni più dure nelle carceri israeliane.
Il 30 marzo 2026, il parlamento israeliano ha approvato una legge che prevede la pena di morte per impiccagione per i palestinesi condannati per l’uccisione di israeliani, qualora un tribunale militare stabilisca che l’accusa sia motivata da “terrorismo” o dalla “negazione dell’esistenza dello Stato di Israele”.
Il nuovo leader di Hamas al Cairo per discutere del cessate il fuoco
Intanto, sul fronte diplomatico, il nuovo leader di Hamas Khalil al-Hayya è arrivato al Cairo alla guida di una delegazione di alti funzionari del movimento. Si tratta, secondo quanto riportato, della sua prima visita in Egitto da quando è stato eletto alla guida dell’organizzazione.
La delegazione dovrebbe discutere del cessate il fuoco nella Striscia di Gaza e delle questioni legate alla prossima fase dell’accordo. Tra gli incontri previsti ci sarebbe quello con il capo dei servizi segreti egiziani, Hassan Rashad.
Con al-Hayya sono arrivati anche Mohammed Darwish, presidente del Consiglio della Shura di Hamas, Khaled Meshal, responsabile delle relazioni internazionali del movimento, Zaher Jabarin, capo di Hamas in Cisgiordania, e Basem Naim, responsabile dell’Ufficio per le relazioni arabe e islamiche dell’organizzazione.
Jared Kushner incontrerà i rappresentanti di Hamas
Sul piano dei negoziati è atteso inoltre l’incontro tra Jared Kushner, inviato e genero del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, e rappresentanti di Hamas. Secondo fonti citate da Al Arabiya, il colloquio dovrebbe avvenire alla presenza dei mediatori al termine degli incontri di Kushner in Israele.
La diplomazia resta dunque al centro della partita mentre sul terreno proseguono gli attacchi e si intensificano le tensioni lungo il fronte libanese.
La mappa del Centcom con Gaza e Cisgiordania indicate come territorio israeliano
A suscitare nuove polemiche è stata inoltre una mappa del Medio Oriente che il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) avrebbe pubblicato su X. Nella rappresentazione, secondo quanto riportato da Al Jazeera, la Striscia di Gaza e la Cisgiordania apparivano come parte di Israele.
La mappa accompagnava una dichiarazione del Centcom relativa al viaggio di dieci giorni del comandante Brad Cooper in Medio Oriente. Gli screenshot della pubblicazione hanno provocato numerose critiche sui social, con alcuni utenti che hanno contestato apertamente la rappresentazione dei territori palestinesi.
“Come osate mostrare la Cisgiordania e Gaza come parte di Israele? È stato fatto intenzionalmente”, ha scritto uno degli utenti.
Anche l’agenzia russa Sputnik ha commentato la vicenda, sostenendo che il Centcom “sembra aver sbagliato di nuovo in geografia” pubblicando una mappa nella quale Gaza e Cisgiordania risultavano indicate come territorio israeliano. Successivamente, il Centcom ha modificato la mappa.
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(con fonte AdnKronos)

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