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Legge 40 PMA: Consulta dovrà valutare revocabilità consenso e uso embrioni residui

La legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita sarà nuovamente esaminata dalla Corte Costituzionale entro alcuni mesi. Questa legge ha permesso l’accesso alla fecondazione assistita in Italia. La sentenza del 2014 della Corte Costituzionale ha abrogato il divieto di fecondazione eterologa, ma ha limitato la possibilità per le coppie eterosessuali di recarsi all’estero per effettuare la PMA.
Un aspetto controverso della legge riguarda la norma che consente alle donne separate o divorziate di utilizzare gli embrioni soprannumerari residui per intraprendere un nuovo percorso di PMA senza il consenso del partner precedente. Questa norma è stata criticata recentemente dal Tribunale di Roma, e la Corte Costituzionale dovrà esprimere un giudizio sulla sua legittimità costituzionale.
La Siams, Società italiana di Andrologia e Medicina della sessualità, auspica che il consenso informato prestato in PMA possa essere revocabile completamente, così come accade per altri consensi sanitari informati, in modo da evitare problemi legali e psicologici. La Società ritiene che l’utilizzo degli embrioni residui senza il consenso del partner precedente possa causare sofferenza e dannose conseguenze giuridiche.
(con fonte AdnKronos)
