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Elezioni 2022, Energia e Gas: le posizioni dei partiti

L’emergenza principale è il gas, ma è l’intera questione energia a preoccupare i partiti in piena campagna elettorale per le elezioni 2022. Giorno dopo giorno prendono forma le idee e gli slogan. Oggi è la volta del pacchetto di cinque proposte lanciate dal segretario del Pd Enrico Letta e dell’affondo di Silvio Berlusconi contro “gli stop ideologici della sinistra”. Le proposte sono profondamente diverse tra loro. C’è però la consapevolezza condivisa che sia necessario fare i conti, subito, con un tema che rischia di far saltare l’economia italiana e, di conseguenza, di compromettere la tenuta di imprese e famiglie.

Del resto, ci sono i numeri a rappresentare la portata del problema. Il prezzo del gas è salito ad Amsterdam a 283 euro al MWh dopo il nuovo stop del gasdotto Nord Stream annunciato venerdì scorso da Gazprom. I contratti futures su settembre salgono del 15,5%.

I rincari accumulati finora sono già insostenibili e l’evolversi della situazione in Ucraina non lascia prevedere schiarite. Alle soluzioni europee, che sono lente e rischiano di arrivare troppo tardi, si sommano le ipotesi nazionali. Il dilemma di fondo riguarda la transizione energetica e i piani che dovevano portare a una accelerazione sulle rinnovabili. L’obiettivo, ambizioso, dovrebbe essere quello di preservare le linee guida del Pnrr, intervenendo con decisione per abbassarne i costi economici e sociali.

Per ora, però, i partiti procedono in ordine sparso e dal segno che prenderà il prossimo governo dipenderà anche il futuro del mix energetico italiano e la sorte del processo di decarbonizzazione.

Berlusconi e gli stop ideologici della sinistra

“Mentre l’attenzione dei leader politici in questi giorni è tutta concentrata sulle liste e le candidature, sul nostro Paese si sta abbattendo una gravissima emergenza. Il costo dell’elettricità e del gas è cresciuto da 4 a 6 volte in un anno”, rilancia Silvio Berlusconi in un video sui social.
“Molte famiglie rischiano di dover fare una scelta drammatica: pagare le bollette o fare la spesa. Molte imprese rischiano di non farcela, di chiudere o ridurre il personale. Occorre occuparsene subito, con provvedimenti urgenti per sterilizzare gli aumenti e partendo immediatamente nella realizzazione dei rigassificatori, dei termovalorizzatori, delle energie rinnovabili ed anche con le ricerche sul nucleare pulito. Tutte cose che la miopia ideologica della sinistra ha bloccato per anni, portandoci a questa situazione”.

La sintesi di Calenda

Mostra le idee chiare Carlo Calenda su quello che, secondo lui, si deve o non si deve fare. “Non si deve perdere tempo con la nave di rigassificazione a Piombino e non si deve dire no al gas egiziano come dice Letta, perché è una follia. Tra l’altro è l’Eni che ha scoperto quel gas. E bisogna andare avanti abbattendo il costo dell’energia anche mettendo un tetto nazionale”.

La posizione di Giorgia Meloni

La leader di Fratelli d’Italia, principale candidata a succedere a Mario Draghi a Palazzo Chigi, ha scelto per ora una posizione coerente con il ruolo che ambisce a ricoprire. Continuità, seppure con qualche correzione, alla politica adottata negli ultimi sei mesi. “Intendiamo continuare l’impegno del governo Draghi per un tetto europeo al prezzo del gas perché questo ci consente di frenare la speculazione e alleggerire le bollette, ma a differenza del governo Draghi vorremmo chiedere a livello internazionale, in sede europea in particolare, e occidentale, di istituire dei meccanismi di compensazione per le economie che stanno pagando un prezzo maggiore per le sanzioni” contro la Russia di Putin. La tentazione resta quella di chiedere una revisione del Pnrr, finanziando più infrastrutture energetiche, anche a costo di rallentare un po’ la transizione verde.

I cinque punti del Pd

Enrico Letta ha lanciato questa mattina in un’intervista a Radio 24 un pacchetto di cinque proposte del Pd contro il caro energia. Al primo punto il “controllo dei prezzi dell’energia elettrica, con l’introduzione in via transitoria per 12 mesi di un regime di prezzi amministrati per l’energia elettrica attraverso la fissazione di un tetto nazionale al prezzo dell’elettricità (100 euro/Mwh) per imprese e utenze domestiche”. Lanciato anche “un nuovo contratto ‘luce sociale’ per microimprese e famiglie con redditi medi e bassi con fornitura elettrica prodotta totalmente da fonti rinnovabili e gratuita fino ad un massimo di 1.350 KWh/anno per famiglia (pari al 50% del consumo medio), con prezzi comunque calmierati sulla parte eccedente”. Al terzo punto il “raddoppio del credito d’imposta per compensare gli extra-costi delle imprese per gas e elettricità a partire dal mese di giugno di quest’anno (dal 25 al 50 per cento per le imprese energivore e gasivore; dal 15 al 30 per cento per le altre imprese), da finanziare con la proroga e l’estensione ad altri settori del contributo straordinario sugli extra profitti delle imprese energetiche”. Poi, “un grande piano nazionale di risparmio energetico, incentivando degli investimenti delle imprese in efficienza energetica, e investimenti su produzione di energia da fonti rinnovabili nel quadro dell’accelerazione alla transizione ecologica che abbiamo messo come punto centrale del nostro programma”. E, infine, “pressione a livello UE per l’introduzione di un tetto europeo al prezzo del gas”.

Il nucleare

Intanto torna a farsi sentire il partito trasversale del nucleare. Ne sono iscritti a pieno titolo il leader della Lega, Matteo Salvini, che si è spinto a proporre di fare la prima centrale nucleare italiana a casa sua, nel quartiere di Baggio, a Milano, e lo stesso Carlo Calenda, che ha fissato anche un obiettivo: raggiungere una potenza complessiva di 40 GW di impianti nucleari che, ipotizzando una potenza media di 5 GW per centrale, vorrebbe dire realizzare 8 centrali. Più sfumata la posizione di chi, come Emma Bonino ma anche come Giuseppe Conte, apre per ora al finanziamento della ricerca sul nucleare. Quindi, un’ipotesi da approfondire.

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L’allarme è scattato alle 9.41 in via delle Ville. Accanto al corpo è stata trovata una bicicletta: tra le ipotesi...
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Capannori, uomo trovato morto in strada con un trauma cranico: accanto c’era una bicicletta  Titolo 2  Tragedia a Capannori, uomo trovato senza vita in via delle Ville: ipotesi incidente in bici  Titolo 3  Uomo trovato morto a Capannori, aveva un trauma cranico: indagini sulla dinamica  Occhiello  L’allarme è scattato alle 9.41 in via delle Ville. Accanto al corpo è stata trovata una bicicletta: tra le ipotesi al vaglio degli investigatori c’è quella di un incidente stradale.  Meta description  Uomo trovato morto a Capannori, in provincia di Lucca, con un trauma cranico. Accanto al corpo una bicicletta: si indaga sulla possibile dinamica dell’incidente.  Articolo  Un uomo di età apparente tra i 30 e i 40 anni è morto questa mattina in via delle Ville, a Capannori, in provincia di Lucca. L’allarme è scattato alle 9.41, quando è stata segnalata la presenza di una persona a terra con un trauma cranico.  Accanto all’uomo è stata trovata una bicicletta. Tra le ipotesi al vaglio c’è quindi quella di un incidente stradale, ma la dinamica di quanto accaduto non è ancora stata chiarita.  Sul posto sono intervenute un’automedica di Lucca e un’ambulanza. I sanitari hanno prestato soccorso all’uomo, ma non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso.  Della vicenda sono state informate le forze dell’ordine, intervenute per effettuare gli accertamenti necessari a ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto.  Parola chiave principale: uomo trovato morto a Capannori  Parole chiave singole: Capannori, Lucca, uomo, morto, bicicletta, trauma cranico, incidente, strada, via delle Ville, ambulanza, automedica, soccorsi, forze dell’ordine, indagini, accertamenti

(di Fabio Insenga – AdnKronos)