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Gli Usa valutano opzione militare contro Cuba: escalation con L’Avana
Secondo fonti citate da Politico, l’amministrazione Trump considera anche scenari militari dopo il fallimento delle pressioni economiche
Gli Stati Uniti starebbero valutando anche un’opzione militare contro Cuba, in un contesto di crescente tensione tra Washington e L’Avana. È quanto riferisce Politico, citando fonti informate sui colloqui in corso, secondo cui l’amministrazione guidata da Donald Trump avrebbe intensificato la riflessione su possibili azioni oltre la pressione economica e diplomatica.
Pressioni inefficaci e cambio di strategia
Secondo le fonti, la frustrazione all’interno della Casa Bianca sarebbe aumentata per l’assenza di risultati concreti derivanti dalle sanzioni, tra cui il drastico ridimensionamento delle forniture di carburante all’isola, già in forte difficoltà economica.
L’obiettivo di spingere la leadership cubana ad accettare riforme economiche e politiche non sarebbe stato raggiunto, aprendo così alla valutazione di scenari alternativi.
“L’umore è cambiato”, riferisce una fonte citata da Politico, sottolineando come l’ipotesi di un’azione militare venga ora considerata in modo più concreto rispetto al passato.
I possibili scenari sul tavolo
Secondo quanto riportato, il Pentagono avrebbe elaborato diverse opzioni operative, che vanno da un raid aereo mirato con funzione deterrente fino a un’eventuale invasione terrestre.
Tra le ipotesi circolate anche quella di un’operazione per catturare l’ex presidente Raul Castro, sulla scia di azioni simili condotte in altri contesti internazionali. Tuttavia, fonti militari precisano che i piani allo studio sarebbero più ampi e articolati.
Dalla Casa Bianca viene comunque sottolineato che non esiste una decisione già presa, evidenziando come la pianificazione rientri nelle normali attività di preparazione strategica.
Il ruolo dell’intelligence e la questione droni
A contribuire all’escalation è anche il tema della sicurezza militare. Secondo indiscrezioni riportate da Axios, l’intelligence statunitense ritiene che Cuba abbia acquisito centinaia di droni militari, potenzialmente utilizzabili contro obiettivi americani, tra cui la base di Guantanamo o la Florida.
Alcuni analisti interpretano queste informazioni come parte di una dinamica più ampia, che potrebbe servire a giustificare un eventuale intervento.
La reazione di Cuba
Dal lato cubano, il presidente Miguel Díaz-Canel ha lanciato un duro monito, definendo le minacce di intervento militare “un crimine internazionale” e avvertendo che un attacco provocherebbe conseguenze “catastrofiche”.
Anche l’ambasciata cubana negli Stati Uniti ha denunciato il rischio di una costruzione artificiale di pretesti per giustificare un’azione armata, accusando Washington di alimentare tensioni e disinformazione.
Un contesto internazionale delicato
L’eventuale apertura di un nuovo fronte con Cuba si inserirebbe in un quadro geopolitico già complesso, segnato da crisi internazionali e da un crescente livello di confronto tra potenze. Al momento, non emergono segnali di un’azione imminente, ma il livello di tensione tra i due Paesi resta elevato.
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(con fonte AdnKronos)
