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Petrolio oltre 105 dollari con la guerra in Iran e lo Stretto di Hormuz chiuso
La guerra in Iran e la chiusura del passaggio strategico spingono i prezzi ai massimi da luglio 2022; gli Stati Uniti cercano l’aiuto di altri Paesi per proteggere il commercio di greggio
Il prezzo del petrolio ha superato i 105 dollari al barile, segnando i massimi dal luglio 2022, mentre prosegue la guerra in Iran e lo Stretto di Hormuz rimane chiuso, ostacolando circa il 20% del commercio globale di greggio. Le forze di difesa israeliane prevedono che le operazioni militari possano durare ancora tre settimane, un fattore che contribuisce a sostenere le quotazioni. Il Brent ha toccato i 105,66 dollari al barile, registrando un aumento del 2,4%.
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha invitato altri Paesi a partecipare a una coalizione internazionale per garantire la sicurezza dello Stretto di Hormuz. Secondo quanto riferisce la Casa Bianca, l’invio di navi militari permetterebbe di scortare le petroliere minacciate dall’Iran. Il Wall Street Journal segnala che l’amministrazione americana potrebbe annunciare già questa settimana l’accordo di alcuni Paesi per partecipare alla missione.
Restano tuttavia aperte le discussioni su quando inizieranno le operazioni, prima o dopo la fine delle ostilità. La Casa Bianca non ha commentato l’annuncio, che potrebbe cambiare in base all’evolversi della situazione sul campo. Molti Stati hanno pubblicamente adottato una posizione cauta, evitando di impegnarsi fino alla cessazione dei combattimenti a causa dei rischi legati alla missione, scrive il Wsj.
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(con fonte AdnKronos)
