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Quattro militari morti in Bosnia, le salme oggi in Italia: funerali martedì
I feretri arriveranno a Ciampino intorno alle 12. Meloni e Crosetto saranno presenti per accogliere i caduti dell’incidente del CH-47
A quattro giorni dalla tragedia, il viaggio di ritorno dei militari italiani morti in Bosnia si concluderà oggi a Ciampino. I loro feretri sono attesi intorno a mezzogiorno: ad accoglierli ci saranno la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il ministro della Difesa Guido Crosetto. Roma si prepara poi a rendere loro omaggio con le esequie solenni, fissate per martedì 3 novembre nella basilica di Santa Maria degli Angeli.
Sono quattro i nomi che accompagnano il rientro: Simone Ruggia, Claudio Marchesi, Franco Adriano Zecchillo e Laura Procacci. I primi due erano sergenti dell’Aviazione dell’Esercito; Zecchillo, tenente, e Procacci, sergente, prestavano servizio nel Corpo militare volontario della Croce Rossa Italiana. Tutti hanno perso la vita il 29 ottobre, quando il CH-47 italiano impegnato nell’operazione Eufor Althea è precipitato. Il bilancio dell’incidente comprende anche undici feriti.
Resta da stabilire che cosa abbia provocato la caduta dell’elicottero. La missione Eufor ha disposto un’indagine approfondita e ha assicurato che le informazioni successive saranno diffuse soltanto dopo le verifiche. Un secondo fronte di accertamento è quello della Procura militare di Roma: il fascicolo aperto dal procuratore Marco De Paolis ha per ora natura conoscitiva e dovrà attendere gli esiti delle verifiche prima di eventuali sviluppi.
L’incidente ha colpito un contingente impegnato in una presenza internazionale che in Bosnia-Erzegovina dura da oltre vent’anni. Eufor Althea è attiva dal 2004, anno in cui prese il posto della forza Nato incaricata del peacekeeping dopo il conflitto del 1992-1995. Oggi riunisce diverse centinaia di militari appartenenti a 24 Paesi europei.
Nelle ore successive allo schianto, Crosetto aveva raggiunto la Bosnia accompagnato dal generale Luciano Portolano, capo di Stato Maggiore della Difesa, e da un’équipe medica. La missione del ministro era stata quella di rendere omaggio ai quattro caduti e far arrivare ai militari feriti il sostegno della Difesa e delle istituzioni italiane.
Il lutto aveva trovato spazio anche al Circo Massimo, dove Meloni aveva deposto un mazzo di rose. Nel messaggio pubblicato sui social, la presidente del Consiglio aveva affidato il proprio ricordo ai nomi dei quattro militari: «Simone, Claudio, Franco Adriano, Laura. Quattro vite spezzate mentre servivano l’Italia. Oggi il mio pensiero è per loro e per chi li ama».
Il Villaggio della Difesa, allestito in vista del 4 novembre, era stato indicato dalla premier come un luogo aperto alla partecipazione dei cittadini e alla vicinanza alle famiglie. Meloni aveva invitato chiunque volesse a lasciare un fiore o un pensiero, perché i familiari potessero sentire accanto a sé «la vicinanza di un’intera Nazione».
«So che nessuna parola può colmare un’assenza così grande», aveva scritto, richiamando il dovere di stare accanto a chi soffre, sostenere i feriti e accompagnare i loro cari. Il suo appello si era concluso con un invito semplice, rivolto a chi avrebbe raggiunto il Circo Massimo: portare un fiore, gesto nel quale raccogliere l’affetto e il riconoscimento del Paese. «Simone, Claudio, Franco Adriano, Laura: non vi dimenticheremo».
(con fonte AdnKronos)

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