Pratica Quotidiana
Bollette, riscaldare casa cosa costerà? 7 consigli per risparmiare e quando si possono accendere
Con le tariffe attuali la spesa per il riscaldamento potrebbe aumentare del 26%. Le date cambiano in base alle sei zone climatiche italiane. In Emilia-Romagna l’accensione è rinviata al primo novembre in diversi comuni, mentre nelle località della zona F non ci sono limiti
Il freddo comincia a farsi sentire e, da oggi, 15 ottobre 2026, in una parte d’Italia è già possibile accendere i riscaldamenti. Ma insieme alla prospettiva di case più calde torna anche una preoccupazione: quanto peserà il riscaldamento sulle bollette dopo un’estate segnata dai consumi dei condizionatori e dal caro elettricità?
Secondo le stime di Facile.it, con le attuali tariffe del mercato libero a prezzo bloccato, la spesa media per riscaldare casa potrebbe raggiungere 1.016 euro. A parità di consumi, significa un aumento del 26% rispetto allo scorso anno. Contenere i costi diventa quindi una priorità, a partire dalla scelta del fornitore e dalle abitudini quotidiane.
Riscaldamenti, il calendario cambia in base alla zona climatica
In Italia non esiste un calendario unico per regione: le date di accensione e spegnimento degli impianti dipendono dalla zona climatica in cui si trova ciascun comune. Il sistema, disciplinato dal Dpr 74/2013, divide il territorio nazionale in sei fasce, dalla A alla F. Due comuni della stessa regione possono quindi avere regole diverse, in funzione della posizione geografica e delle condizioni climatiche.
Il 15 ottobre possono accendere i termosifoni i comuni della zona E, che comprende gran parte del Nord e diverse località montane del Centro e del Sud. Tra le città interessate figurano Milano e Torino. Per questa fascia, il periodo ordinario di funzionamento arriva fino al 15 aprile 2027, con un limite massimo di 14 ore al giorno, anche non consecutive, nella fascia compresa tra le 5 e le 23.
Quest’anno fa eccezione l’Emilia-Romagna. Per la stagione termica 2026-2027, la Regione ha disposto il rinvio al primo novembre dell’accensione nei comuni delle zone di Pianura Est, Pianura Ovest e dell’Agglomerato di Bologna.
A Roma e nella maggior parte dei comuni del Lazio, inseriti nella zona D, gli impianti potranno essere accesi dal primo novembre al 15 aprile, per un massimo di 12 ore al giorno.
Per Napoli, che appartiene alla zona C, la data da segnare è invece il 15 novembre. Lo stesso calendario riguarda altre città, tra cui Bari, Lecce, Caserta, Salerno, Taranto, Brindisi, Catanzaro, Cosenza, Cagliari, Oristano, Sassari, Ragusa e Imperia. In questi comuni il riscaldamento è consentito fino al 31 marzo, per un massimo di 10 ore giornaliere.
Nelle zone A e B, che comprendono le aree più miti del Paese, l’accensione è prevista dal primo dicembre. Per la zona B il periodo termina il 31 marzo, con un limite di otto ore al giorno. Nella zona A, che include località come Lampedusa, Linosa e Porto Empedocle, la stagione si conclude invece il 15 marzo e il funzionamento non può superare le sei ore quotidiane.
Zona F, nessun limite per l’accensione
La zona climatica F segue regole differenti: qui non sono previsti vincoli né sulle date né sul numero di ore di accensione. La fascia comprende infatti le località più fredde, dalle aree alpine ai comuni dell’Appennino.
Bollette del riscaldamento, la spesa può salire del 26%
Il calendario stabilisce quando è possibile accendere i termosifoni, ma la questione economica riguarda quanto costerà mantenerli in funzione. La stima di Facile.it indica una spesa media potenziale di 1.016 euro per riscaldare un’abitazione, considerando le tariffe attuali del mercato libero a prezzo bloccato.
Per limitare l’impatto sulla bolletta, il portale ha raccolto sette indicazioni pratiche. Le possibilità di risparmio riguardano sia il contratto di fornitura sia la gestione dell’impianto e del calore domestico.
1. Confrontare le offerte dei fornitori
Il primo passo è controllare le condizioni della propria tariffa e confrontarle con quelle disponibili sul mercato. Le offerte sono numerose e le differenze di prezzo possono essere rilevanti. Secondo le stime di Facile.it, passando dalla tariffa meno conveniente alla migliore attualmente disponibile si può arrivare a risparmiare fino al 27%.
2. Abbassare la temperatura e ridurre le ore di accensione
Anche una piccola modifica alle impostazioni del riscaldamento può incidere sui consumi. Abbassare di un grado la temperatura in casa può tradursi in un risparmio in bolletta vicino ai 95 euro. Ridurre di un’ora al giorno il funzionamento dei termosifoni può invece far risparmiare circa 32 euro all’anno.
3. Installare e utilizzare le valvole termostatiche
Le valvole termostatiche consentono di regolare il calore nei diversi ambienti, evitando di riscaldare inutilmente le stanze poco utilizzate. Sono obbligatorie soltanto in determinate situazioni, come negli immobili con riscaldamento centralizzato, ma possono essere utili anche con un impianto autonomo per contenere i consumi.
4. Usare le stufette elettriche con attenzione
Le stufette possono integrare il riscaldamento tradizionale o sostituirlo temporaneamente in singoli ambienti. Il risparmio sul gas, tuttavia, può essere accompagnato da un aumento dei consumi elettrici. In base alla potenza dell’apparecchio e alle ore di utilizzo, il costo può arrivare fino a due euro al giorno.
5. Fare controllare periodicamente la caldaia
La manutenzione della caldaia è importante anche per la spesa energetica. Un impianto poco efficiente può consumare di più e comportare rischi per la sicurezza. Facile.it consiglia di effettuare la revisione almeno una volta all’anno.
6. Evitare la dispersione di calore
Alcune precauzioni non richiedono spese aggiuntive. È utile evitare di tenere le finestre aperte troppo a lungo mentre il riscaldamento è acceso e abbassare tapparelle e persiane la sera, così da limitare la dispersione del calore.
Anche la disposizione dei mobili conta: radiatori coperti da tende pesanti, panni o arredi non riescono a diffondere il calore in modo efficace. Secondo le indicazioni riportate da Facile.it, questo ostacolo può far aumentare la bolletta fino al 5%.
7. Affidarsi alla tecnologia per programmare il riscaldamento
Un termostato intelligente, controllabile anche a distanza, permette di adattare il funzionamento dell’impianto agli orari e alle esigenze di chi vive in casa. La programmazione può essere modificata quando cambiano le abitudini quotidiane, evitando di riscaldare gli ambienti quando non serve.
Esistono inoltre sistemi più evoluti, come le centraline automatiche, che regolano la temperatura e programmano il funzionamento dell’impianto in base alle necessità dell’abitazione, contribuendo a evitare sbalzi di potenza e a contenere i consumi.
Gli esperti di Facile.it invitano infine a verificare periodicamente le offerte disponibili, per capire se il contratto sottoscritto sia ancora conveniente. La scelta, spiegano, deve partire dalle esigenze effettive e dalle abitudini di consumo; in caso di dubbi, è possibile rivolgersi a un consulente per individuare la soluzione più adatta.
LE ULTIME NOTIZIE
(con fonte AdnKronos)
