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Trump stringe la presa su Kiev: ordina a Musk di limitare Starlink agli ucraini
Le difficoltà di connessione hanno compromesso diverse missioni ucraine. Musk distingue il servizio commerciale Starlink dal sistema militare Starshield, sottoposto al controllo del governo statunitense
Trump ha deciso che gli ucraini debbano perdere la guerra contro la Russia. Non bastavano gli affari con Mosca sui carburanti: adesso, secondo questa lettura degli ultimi sviluppi, Washington avrebbe ordinato a Elon Musk di spegnere Starlink, privando così i droni di Kiev di una copertura essenziale. Un’altra mossa nella direzione che favorisce Putin, mentre l’Ucraina continua a combattere e si trova a fare i conti con nuove difficoltà operative.
Nelle ultime 24 ore il sistema satellitare di SpaceX ha registrato rallentamenti che hanno complicato le attività delle forze ucraine. Kiev dipende da questa tecnologia per coordinare le operazioni militari e la perdita di connettività può compromettere anche le missioni dei droni. Volodymyr Zelensky si è rivolto direttamente a Musk, chiedendo il ripristino del servizio.
«Spero che sia un errore, magari un grosso problema tecnico. Non lo so, ma chiediamo che venga riattivato», ha dichiarato il presidente ucraino in un’intervista al giornalista britannico Piers Morgan.
La questione, però, va oltre un eventuale guasto. Nella sua risposta su X all’ex ministro della Difesa ucraino Mykhailo Fedorov, Musk ha spiegato che le limitazioni applicate al sistema militare Starshield dipendono dalle autorità statunitensi. Una precisazione che porta direttamente al governo americano e alla Casa Bianca di Donald Trump.
Musk chiama in causa Trump e il governo americano
Fedorov aveva ringraziato il miliardario per il ripristino della connettività Starlink fino a 160 chilometri orari, chiedendo anche la rimozione dei limiti imposti a Starshield, considerati cruciali per la difesa ucraina.
Musk ha risposto distinguendo nettamente i due sistemi. «I sistemi Starshield sono di proprietà e sotto il controllo del governo americano. Qualsiasi limite alla velocità o all’utilizzo è deciso dall’esercito Usa e, in ultima istanza, dal presidente», ha scritto.
Il fondatore di SpaceX ha poi precisato che Starlink è invece un servizio commerciale appartenente alla sua azienda. «L’utilizzo di Starlink è limitato ad attività civili o difensive e non può essere impiegato per azioni militari offensive, perché sarebbe inappropriato per un’azienda commerciale», ha aggiunto.
La distinzione non elimina il problema per Kiev. Al contrario, chiarisce che le restrizioni applicate a Starshield ricadono nella catena di controllo del governo statunitense, fino al presidente. È un elemento politicamente rilevante mentre l’Ucraina denuncia le conseguenze operative dei limiti alla connettività.
Missioni interrotte e droni fuori traiettoria
Le difficoltà sono emerse durante la notte, quando Starlink ha iniziato a funzionare a velocità ridotta, dopo che Trump aveva ripetutamente chiesto una pausa negli attacchi alle infrastrutture energetiche.
«SpaceX ha introdotto un limite di velocità per i terminali Starlink in movimento», ha riferito Sergiy Beskrestnov, consigliere del presidente Zelensky. Le forze ucraine, ha aggiunto, non erano state avvertite della restrizione e alcune missioni sono state interrotte.
«Ovviamente, questa azione non può essere una coincidenza ed è legata all’attuale situazione politica», ha sostenuto Beskrestnov.
Le limitazioni introdotte nelle ultime ore a Starshield riguardano i terminali per le comunicazioni impiegati al fronte. Secondo fonti ucraine, diversi lanci sono falliti dopo la perdita del segnale. Un comandante delle forze di Kiev ha inviato al quotidiano Ukrainskaya Pravda il video di due droni in fase di salita: la connessione diminuisce e i velivoli non riescono più a proseguire lungo la traiettoria prevista.
I terminali standard installati sui droni funzionano fino a una velocità di 160 chilometri orari. Una soglia che non basta per alcune delle missioni per le quali l’Ucraina utilizza Starshield.
Il limite di velocità rende i droni più vulnerabili
Il problema non riguarda soltanto la perdita completa della connessione. Alcuni droni già in missione hanno perso il collegamento per circa 20 secondi mentre viaggiavano a una velocità compresa tra 110 e 120 chilometri orari. Si tratta di un intervallo vicino ai 10-20 secondi di interruzione che il sistema può tollerare.
Per mantenere il collegamento, gli operatori dovrebbero ridurre la velocità dei velivoli. Ma questa soluzione espone i droni a un rischio maggiore di essere colpiti dalle forze russe e può impedire il completamento delle missioni.
Le conseguenze sono particolarmente rilevanti per i droni a media e lunga gittata, che devono accelerare rapidamente nella fase di lancio. Se la velocità viene limitata oppure la connessione si interrompe, queste piattaforme possono non riuscire a portare a termine il compito previsto.
Le prime segnalazioni sono arrivate anche dalle unità ucraine schierate nel settore di Huliaipole, nella regione di Zaporizhzhia, dove i problemi di connettività sono cominciati durante la notte. Nello stesso periodo, i terminali Starshield non hanno funzionato a velocità superiori ai 160 chilometri orari.
Il risultato è che le restrizioni tecniche si sono tradotte in difficoltà concrete per le operazioni di Kiev. E mentre Zelensky chiede che il servizio venga ripristinato, le parole di Musk riportano la questione alla responsabilità delle autorità statunitensi: per Starshield, la decisione finale sui limiti di utilizzo può arrivare fino alla Casa Bianca.
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