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Yemen, Riad minaccia un’operazione a Sana’a. Gli Houthi: «Vi colpiremo duramente»
Dopo gli attacchi all’aeroporto di Riad, la coalizione a guida saudita ordina ai civili di lasciare un sito petrolifero nella capitale yemenita. I ribelli minacciano ritorsioni contro gli impianti di Saudi Aramco
La prossima mossa militare potrebbe colpire Sana’a, ma gli Houthi avvertono che la risposta arriverebbe fino a Riad. Dopo gli attacchi contro l’aeroporto della capitale saudita, la coalizione guidata dall’Arabia Saudita ha annunciato un’«operazione speciale» nell’area della capitale yemenita e ha ordinato ai civili di lasciare un sito della compagnia petrolifera nazionale. I ribelli, dal canto loro, hanno indicato negli impianti di Saudi Aramco possibili obiettivi, minacciando una ritorsione diretta sul territorio saudita.
A riferire dell’annuncio della coalizione è stata l’emittente saudita al-Arabiya, sulla base delle dichiarazioni del portavoce Turki al-Malki. L’avviso riguarda la stazione centrale di al-Sabaha, a Sana’a, dove si trova un sito della Yemeni Oil Company. Il comando congiunto delle forze ha diffuso anche una mappa per individuare l’area interessata.
«Il Comando congiunto delle forze della coalizione chiede ai civili, per la loro sicurezza, di lasciare il sito della Yemeni Oil Company – Stazione centrale di al-Sabaha a Sana’a», ha dichiarato al-Malki. La comunicazione anticipa un’azione militare, senza fornire ulteriori dettagli sulle modalità dell’operazione.
La replica degli Houthi è arrivata attraverso il loro portavoce, Yahya Saree. In un messaggio pubblicato su X, Saree ha avvertito che qualsiasi attacco contro la capitale yemenita provocherebbe una risposta contro Riad.
«Le Forze armate yemenite avvertono il nemico saudita del fatto che qualsiasi attacco contro la capitale, Sana’a, riceverà una risposta incisiva e dolorosa nella capitale del nemico, Riad», ha scritto.
La minaccia non si limita alla capitale. Saree ha definito «obiettivi legittimi» anche i siti di Saudi Aramco, la compagnia petrolifera saudita, e ha invitato dipendenti e civili ad allontanarsi dalle aree vicine a qualsiasi struttura collegata all’azienda. La dichiarazione è stata riportata dall’emittente al-Jazeera.
È il comparto energetico, dunque, a entrare esplicitamente nelle minacce incrociate. L’avvertimento dei ribelli estende il rischio agli impianti petroliferi sauditi, mentre la coalizione preannuncia un’operazione in un’area della capitale yemenita legata alla distribuzione del petrolio.
Intanto, le preoccupazioni per la sicurezza coinvolgono anche il traffico aereo. L’ambasciata francese in Arabia Saudita ha invitato i cittadini francesi a evitare gli aeroporti di Riad, Gedda e Dammam, salvo in presenza di motivi impellenti. La raccomandazione riguarda sia gli spostamenti verso i tre scali sia i transiti.
«Alla luce della situazione della sicurezza», la rappresentanza diplomatica ha definito fortemente sconsigliato recarsi o fare scalo all’aeroporto internazionale King Khalid di Riad, al King Abdulaziz di Gedda e al King Fahd di Dammam. L’ambasciata ha inoltre raccomandato di rinunciare ai viaggi non necessari nelle tre città.
Lo scalo King Khalid di Riad dovrebbe rimanere chiuso fino al 17 ottobre. La chiusura si inserisce in una fase di escalation tra l’Arabia Saudita e gli Houthi del vicino Yemen, mentre alle minacce militari si aggiunge il rischio di un coinvolgimento delle infrastrutture petrolifere.
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(con fonte AdnKronos)
