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Ucraina, lo strappo con Trump spinge l’Ue a ribadire il sostegno a Kiev
L’Europa promette di restare al fianco di Zelensky e prepara nuovi interventi per l’inverno. Sul tavolo anche difesa aerea, finanziamenti e limiti a Starlink
Mentre Donald Trump si allontana da Kiev e le decisioni americane finiscono per complicare ulteriormente la posizione ucraina, l’Europa prova a segnare una linea di demarcazione: niente ritirata dagli aiuti, nessuna apertura sulle sanzioni contro Mosca e maggiore pressione sul Cremlino. Al vertice del Consiglio europeo, il messaggio rivolto a Volodymyr Zelensky è esplicito. «Puoi contare su di noi, sempre», assicura il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa.
Non è soltanto una dichiarazione di solidarietà. Nel pieno delle tensioni tra Kiev e Washington, Bruxelles vuole ribadire che la fine della guerra non può passare da concessioni unilaterali a Mosca. «Non è il momento di ritirare il sostegno all’Ucraina. Non è il momento di allentare le sanzioni alla Russia», afferma Costa all’ingresso della seconda giornata del vertice. La priorità, aggiunge, è aumentare gli aiuti e la pressione sul Cremlino affinché accetti un vero cessate il fuoco, torni a negoziare e fermi il conflitto. «È il momento della pace, non di proseguire la guerra».
Il presidente del Consiglio europeo lega questa posizione anche al futuro dell’Ucraina nell’Unione. Questa settimana Kiev e Bruxelles hanno aperto altri due cluster nel percorso negoziale per l’adesione, un avanzamento che Costa attribuisce anche alla capacità delle istituzioni ucraine di continuare a lavorare nonostante la guerra.
«Caro Volodymyr, puoi contare su di noi non solo per sostenerti in guerra, ma soprattutto per il tuo futuro come membro dell’Ue», dice Costa, ringraziando Zelensky e il Parlamento ucraino per le riforme approvate durante il conflitto. «Grazie per il tuo esempio di europeo», conclude.
Zelensky prepara l’inverno: energia, difesa aerea e fondi
Zelensky ringrazia Costa, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e i leader che, dall’inizio della guerra, sono rimasti al fianco dell’Ucraina. Il sostegno europeo, sottolinea, è «fondamentale» e Kiev conta sulla sua continuità.
La prima urgenza da affrontare con i governi europei riguarda le infrastrutture energetiche, colpite ripetutamente dagli attacchi russi. Con l’inverno alle porte, l’Ucraina deve prepararsi a fronteggiare nuove difficoltà: il pacchetto di aiuti richiesto non riguarda soltanto l’energia, ma anche la difesa aerea e i finanziamenti necessari a sostenere il Paese.
«Naturalmente vogliamo porre fine a questa guerra il prima possibile. Al momento non vediamo segnali da parte russa di essere pronti a farlo», afferma il presidente ucraino. È anche per questa ragione che Kiev insiste sulla necessità di rafforzare le proprie difese e garantire le risorse per affrontare i mesi più difficili.
Tra i dossier prioritari ci sono inoltre le esigenze di bilancio per il 2026 e il 2027, sia per la spesa civile sia per quella militare. Zelensky le definisce «le questioni chiave di oggi».
Il presidente ringrazia la Rada, il Parlamento ucraino, e il governo per aver portato avanti riforme importanti nonostante gli attacchi. Proprio queste riforme hanno consentito l’apertura di altri due cluster negoziali con l’Ue. L’obiettivo di Kiev è arrivare all’apertura degli ultimi due entro la fine dell’anno. «Faremo tutto il possibile e sono certo che ci riusciremo», assicura Zelensky.
Kallas: «Per fermare la guerra bisogna fare pressione su Mosca»
La distanza con Washington emerge anche dalle parole di Kaja Kallas, Alta rappresentante dell’Ue per gli Affari esteri. Rispondendo a una domanda sulle divergenze tra Trump e Zelensky, la responsabile della diplomazia europea ammette che Bruxelles sta cercando di convincere gli Stati Uniti a puntare sulla pressione contro la Russia.
«Se vogliamo porre fine a questa guerra, dobbiamo mettere sotto pressione l’aggressore», afferma Kallas. La posta in gioco, precisa, va oltre la fine del conflitto attuale: occorre impedire che Mosca ne avvii altri.
Per questo Kallas ha preparato insieme ai ministri degli Esteri un elenco delle preoccupazioni europee in materia di sicurezza, da presentare anche alla Russia. L’eventuale percorso negoziale, sostiene, non può tradursi nella concessione a Mosca di tutto ciò che chiede senza ottenere contropartite. Ma la ricerca di una posizione comune con gli Stati Uniti resta complicata. «Con i nostri alleati americani è molto difficile al momento», riconosce.
Starlink e difesa, le lacune che l’Europa deve colmare
Tra le questioni discusse dai leader c’è anche Starlink, il servizio satellitare statunitense parzialmente limitato da Washington nei giorni scorsi e considerato necessario per le comunicazioni ucraine.
Kallas riconosce che l’Unione europea, almeno nel breve periodo, «purtroppo non può sostituire» la connettività fornita dall’operatore americano. Una dipendenza che pesa sul quadro della sicurezza ucraina e rende più urgente il confronto sulle capacità militari europee.
L’Agenzia europea per la difesa ha già mappato le capacità critiche mancanti e le carenze da colmare. Per Kallas, adesso è il momento di passare dalle valutazioni agli interventi concreti, accelerando l’attuazione delle misure necessarie: quelle capacità, ricorda, servono anche alla sicurezza degli stessi Paesi europei.
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(con fonte AdnKronos)

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