In Evidenza
Ucraina, Zelensky annuncia nuove operazioni a lungo raggio contro Mosca
Putin è avvisato: Kiev punta a rafforzare i propri strumenti di pressione sulla Russia. Il presidente ucraino parla anche dei 30-50mila soldati nordcoreani inviati da Pyongyang
L’Ucraina prepara una nuova fase delle proprie operazioni contro la Russia. Volodymyr Zelensky ha annunciato che Kiev sta mettendo a punto nuove operazioni a lungo raggio contro la Russia, con l’obiettivo di intensificare la pressione sul nemico. Il presidente ucraino ne ha parlato su X dopo aver ricevuto un rapporto da Mykhailo Drapatyi, comandante in capo delle Forze Armate ucraine.
A pesare nelle valutazioni di Kiev c’è anche il risultato ottenuto nei test dei sistemi destinati a contrastare gli Shahed a reazione. Zelensky ha riferito di un nuovo abbattimento di un velivolo nemico, presentandolo come un ulteriore esito positivo delle prove condotte dagli ucraini.
Da qui la decisione di aumentare il ritmo delle operazioni. Zelensky ha spiegato che l’Ucraina sta cercando risposte alle minacce provenienti dalla Russia e sta sviluppando strumenti propri per esercitare una pressione sempre maggiore sulle forze di Mosca.
Il presidente ucraino ha quindi spostato l’attenzione sulla presenza militare nordcoreana in Russia, definendola un problema che va oltre il conflitto in corso. In alcuni estratti di un’intervista rilasciata all’emittente giapponese Nhk, pubblicati su X, Zelensky ha sostenuto che la Corea del Nord abbia inviato in Russia tra 30mila e 50mila soldati.
Secondo il presidente ucraino, Mosca avrebbe consentito ai militari nordcoreani di acquisire esperienza direttamente sul campo di battaglia e di svolgere attività di addestramento in condizioni reali. Non soltanto esercitazioni teoriche o simulazioni digitali, dunque, ma un’esperienza maturata durante una guerra.
Zelensky ha sostenuto che per Pyongyang questa esperienza avrebbe avuto un costo limitato. I militari nordcoreani, secondo la sua ricostruzione, avrebbero potuto essere schierati, acquisire conoscenze e successivamente rientrare nel proprio Paese senza subire perdite significative. L’eccezione, ha precisato, sarebbe rappresentata dal momento in cui le forze nordcoreane hanno combattuto direttamente durante l’operazione Kursk.
Proprio dopo quelle perdite, secondo Zelensky, Pyongyang avrebbe scelto di evitare un ingresso più profondo nel territorio ucraino. L’addestramento sarebbe comunque proseguito attraverso il lavoro con droni e operatori di droni. Per il presidente ucraino, è questo uno degli aspetti più delicati della collaborazione militare tra Russia e Corea del Nord, con conseguenze che riguarderebbero anche la sicurezza dell’area del Pacifico.
Sul fronte russo, intanto, il ministro degli Esteri Sergey Lavrov ha accusato i Paesi occidentali di prepararsi a un possibile conflitto con Mosca. Secondo Lavrov, le élite politiche della maggior parte degli Stati occidentali starebbero alimentando quella che definisce una presunta minaccia russa per preparare l’opinione pubblica a una guerra contro la Russia.
Il ministro ha respinto inoltre le accuse rivolte a Mosca di voler compromettere i valori europei. Al contrario, ha sostenuto che siano proprio quelli che vengono definiti «valori europei» a nascondere, a suo giudizio, una disponibilità dell’Europa a sostenere nuovamente il nazismo.
Lavrov ha collegato questa accusa anche alle politiche interne dei Paesi europei, citando il divieto di utilizzare determinate lingue, culture e forme di istruzione. Le sue dichiarazioni si inseriscono nel crescente scambio di accuse tra Mosca e i Paesi occidentali sul rischio di un allargamento del conflitto.
LE ULTIME NOTIZIE
(con fonte AdnKronos)
