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Meloni ad Assolombarda: «Stanziati oltre 60 miliardi contro il caro energia»
La premier rilancia il nucleare con l’obiettivo di produrre energia entro il prossimo decennio e promette nuove agevolazioni per gli investimenti in software. Al Consiglio europeo chiederà più flessibilità sui costi dell’energia
Dagli interventi contro il caro energia alla prospettiva del nucleare, passando per gli incentivi fiscali agli investimenti in software e le regole europee sulla flessibilità di bilancio. Giorgia Meloni sceglie l’assemblea generale di Assolombarda, a Milano, per delineare le priorità economiche del governo e anticipare una delle misure allo studio per la prossima legge di bilancio: un’agevolazione fiscale per le imprese che investono in software attraverso contratti di cloud.
La presidente del Consiglio apre il suo intervento riconoscendo il peso del sistema produttivo rappresentato dall’associazione: oltre 7.000 aziende e circa 450.000 addetti, che generano il 12% del valore aggiunto italiano. Numeri che, sottolinea, rendono il territorio di Assolombarda una componente decisiva della manifattura, dell’export e della capacità d’innovazione del Paese.
Il confronto con gli imprenditori, afferma Meloni, è indispensabile in una fase internazionale caratterizzata da tensioni e cambiamenti rapidi. Da qui il passaggio ai temi che incidono direttamente sulla competitività delle imprese: il costo dell’energia, le relazioni con Bruxelles, la politica industriale e le nuove tecnologie.
Caro energia, Meloni rivendica gli interventi del governo
«In questi anni noi abbiamo stanziato oltre 60 miliardi di euro per proteggere gli italiani dal caro energia», afferma la premier, ricordando la riduzione degli oneri in bolletta, gli interventi sul differenziale tra il prezzo del gas italiano e quello europeo e gli strumenti del gas release e dell’energy release, che permettono alle imprese di acquistare gas ed elettricità a prezzi calmierati con il sostegno di garanzie pubbliche.
Meloni richiama anche il taglio delle accise e il meccanismo delle accise mobili, adottati quando le tensioni in Medio Oriente e lungo le rotte del Golfo hanno spinto verso l’alto i prezzi dei carburanti. Tra le misure citate figura inoltre l’abolizione del bollo auto sulle vetture più utilizzate dalle famiglie e in città.
La presidente del Consiglio ringrazia le società energetiche che hanno risposto all’appello del governo per contenere i prezzi, ma distingue gli interventi emergenziali dalle misure necessarie a ridurre la vulnerabilità del sistema nel lungo periodo.
«Se noi non costruiamo risposte strutturali di lungo periodo, rischiamo di essere sempre più in balia dell’emergenza», avverte. Tra le iniziative rivendicate indica l’aumento della potenza installata da fonti rinnovabili, cresciuta secondo la premier di quasi il 40%, il rilancio della produzione nazionale di petrolio e gas e il provvedimento che consente di riaprire, dopo quarant’anni, il percorso verso il nucleare.
Gas, confronto con Bruxelles per contenere i prezzi
Sul costo dell’energia elettrica il governo sta lavorando con la Commissione europea a un meccanismo per limitare l’impatto del gas utilizzato per produrla.
Meloni ricorda che il confronto era stato avviato con il decreto bollette e sostiene che il negoziato sia in una fase avanzata. «Confidiamo di arrivare a breve a una soluzione condivisa», afferma, senza indicare ulteriori dettagli sul funzionamento della misura.
Il tema dei costi energetici sarà anche al centro dell’iniziativa italiana in Europa. La premier annuncia che riproporrà personalmente la questione al Consiglio europeo previsto giovedì e venerdì, richiamando gli effetti della crisi in Iran, della chiusura dello Stretto di Hormuz e dell’instabilità nel Mar Rosso sui prezzi dell’energia, delle materie prime e dei trasporti.
Secondo Meloni, queste tensioni alimentano una dinamica inflazionistica che grava sulle famiglie, sulle imprese e sui conti pubblici. La proposta italiana, spiega, punta a ottenere maggiore flessibilità per affrontare le conseguenze economiche della crisi.
«L’Italia non siede al tavolo europeo per dire sempre sì», dichiara la presidente del Consiglio. La posizione di Roma, aggiunge, non vuole indebolire l’Unione, ma contribuire a renderla più forte attraverso un confronto anche quando le richieste italiane risultano scomode.
Nucleare, l’obiettivo è produrre energia entro il prossimo decennio
Il governo punta a costruire le condizioni per il ritorno dell’energia nucleare nel sistema nazionale. Meloni richiama il provvedimento appena approvato dal Parlamento, che comprende la piattaforma nazionale per il nucleare sostenibile, la delega al governo, il rafforzamento dell’ispettorato per la sicurezza nucleare e le regole per la governance dell’intero ciclo di vita degli impianti.
La prospettiva indicata dalla premier è arrivare alla prima produzione di energia da nuovo nucleare «entro il prossimo decennio», a condizione che il lavoro prosegua. Si tratta di un obiettivo di lungo periodo, inserito nella strategia con cui l’esecutivo intende rafforzare la disponibilità di energia e ridurre l’esposizione alle oscillazioni dei mercati internazionali.
Politica estera e industria: il ruolo del governo nei mercati globali
Nel suo intervento Meloni collega la politica estera alla capacità delle aziende italiane di operare sui mercati internazionali. In una fase in cui il commercio globale si frammenta e i dazi tornano a essere strumenti di pressione, sostiene, le imprese non possono negoziare da sole l’accesso a un mercato, la rimozione di una barriera o la sicurezza di una rotta commerciale.
Per la premier, la presenza internazionale del governo può contribuire ad aprire opportunità per esportatori, lavoratori e produttori. «Per me la politica estera non è un’alternativa alla politica interna, ma è uno dei suoi strumenti più efficaci», afferma, indicando negli accordi e nelle relazioni diplomatiche un possibile sostegno alla crescita economica.
Il ragionamento si estende al rapporto tra Stato e imprese. Un’industria che vuole crescere, sostiene Meloni, ha bisogno di un’amministrazione pubblica che la accompagni e la consideri un alleato, anziché un soggetto da tassare, controllare o ostacolare.
La premier riconosce che la crescita italiana rimane troppo debole, ma rivendica la capacità dell’economia di reggere le crisi degli ultimi anni. Secondo la sua valutazione, i dati dei primi sei mesi del 2026 indicano la possibilità di raggiungere una crescita dell’1% nell’intero anno, in linea con le principali economie europee e oltre le previsioni.
«Non è una crescita che ci soddisfa, non potrebbe esserlo», precisa Meloni, invitando tuttavia a non sottovalutare il risultato.
Intelligenza artificiale, un miliardo per le imprese e incentivi per il cloud
Tra gli annunci rivolti al sistema produttivo c’è una misura fiscale per favorire gli investimenti in software utilizzati attraverso contratti di cloud. Meloni spiega che il governo sta lavorando alla proposta insieme al ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, con l’intenzione di inserirla nella prossima legge di bilancio.
L’intervento si affiancherebbe alle risorse già previste dalla legge nazionale sull’intelligenza artificiale, che ha messo a disposizione un miliardo di euro per gli investimenti delle imprese che sviluppano IA, cybersicurezza e tecnologie abilitanti.
La premier sostiene che la governance dell’intelligenza artificiale debba essere affrontata a livello globale, ma considera necessario accompagnare le regole con strumenti che consentano alle aziende italiane di investire e competere.
Transizione 5.0, in arrivo una circolare per semplificare le procedure
Un altro capitolo riguarda Transizione 5.0. Meloni annuncia che il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, è in procinto di pubblicare una nuova circolare per semplificare ulteriormente le procedure.
La presidente del Consiglio invita gli imprenditori a segnalare proposte operative per rendere lo strumento più efficace. A sostegno della misura cita le oltre 22.000 domande presentate, per un valore complessivo superiore a 6,7 miliardi di euro di investimenti innovativi.
La premier conclude rivolgendosi direttamente agli imprenditori, ai quali riconosce un ruolo centrale nella tenuta economica del Paese. «È un momento difficile ma noi siamo la nazione del fare», afferma, invitando le imprese a continuare a investire e a credere nelle possibilità dell’Italia.
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(con fonte AdnKronos)

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