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Bulgaria, attacchi con droni contro due navi: Radev convoca ambasciatore Mosca
La prima nave, battente bandiera maltese e di proprietà ucraina, sarebbe stata colpita da tre droni. La seconda è affondata: un membro dell’equipaggio è stato salvato
Due navi colpite nella notte al largo delle coste bulgare, una delle quali affondata. Sofia ha informato la Nato e l’Unione europea e chiede un’indagine per stabilire da dove provenissero i droni utilizzati negli attacchi. Il premier Roumen Radev ha annunciato che convocherà l’ambasciatrice russa, pur precisando che al momento non esistono prove definitive per attribuire la responsabilità a una delle parti in conflitto.
Il primo allarme è arrivato all’1.30, ora locale, quando è stata segnalata un’imbarcazione in difficoltà. Secondo quanto riferito dal suo equipaggio, la nave, battente bandiera maltese e di proprietà ucraina, è stata colpita da tre droni aerei.
Tutte le persone a bordo sono state tratte in salvo: si tratta di sette cittadini ucraini e otto azeri, trasferiti in sicurezza al porto di Varna. Cinque di loro hanno ricevuto assistenza medica.
Poco dopo è stata colpita una seconda imbarcazione, che è affondata. In questo caso, ha riferito Radev, è stato possibile salvare un membro dell’equipaggio.
Sofia chiede sostegno a Nato e Ue
Il governo bulgaro ha già informato i propri rappresentanti permanenti presso la Nato e l’Unione europea. Sofia sta cercando sostegno per avviare un’indagine che consenta di individuare il Paese da cui sono partiti i droni e ha chiesto assistenza anche per rafforzare il controllo dello spazio aereo e delle acque territoriali, oltre che per migliorare le capacità di risposta.
Radev ha definito «inaccettabili» gli attacchi e ha spiegato che la convocazione dell’ambasciatrice russa avverrà nel corso della giornata.
«Non disponiamo di prove chiare e conclusive per attribuire la responsabilità a una delle due parti», ha dichiarato il premier. Ha tuttavia aggiunto che, a suo giudizio, la logica suggerisce un vantaggio per la Federazione Russa.
La provenienza dei droni resta dunque da accertare, mentre le autorità bulgare puntano a chiarire la dinamica degli attacchi e a rafforzare la sorveglianza lungo il tratto di Mar Nero interessato dagli episodi.

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