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Salis e il licenziamento degli ex collaboratori, processo da rifare
La Corte d’Appello di Milano ha dichiarato nulla la sentenza di primo grado dello scorso marzo. Restano da riesaminare le richieste risarcitorie dei due ex collaboratori
La sentenza che aveva riconosciuto circa 300mila euro di risarcimento a due ex collaboratori di Ilaria Salis è stata dichiarata nulla dalla Corte d’Appello di Milano, sezione Lavoro. I giudici hanno accolto la contestazione dei legali dell’eurodeputata di Avs sulla regolarità della notifica degli atti e rimesso la causa al Tribunale, che dovrà pronunciarsi nuovamente sul licenziamento dei due lavoratori.
La decisione arriva dopo l’udienza in cui gli avvocati Federico Manfredi e Chiara Romeo avevano chiesto di annullare il verdetto di primo grado, emesso lo scorso marzo al termine di un procedimento celebrato in contumacia. Secondo la difesa, il giudizio era stato avviato attraverso una notificazione inesistente: l’ufficiale giudiziario avrebbe effettuato un solo tentativo, nonostante fossero noti sia la residenza di Salis sia il suo indirizzo di posta elettronica certificata.
Per i legali, la mancata conoscenza del procedimento aveva impedito all’eurodeputata di partecipare al processo e di esercitare il proprio diritto di difesa. La difesa intendeva infatti portare all’attenzione dei giudici anche il deterioramento del rapporto fiduciario tra Salis e i due ex collaboratori che avevano avviato la causa.
La decisione della Corte d’Appello
Il collegio presieduto da Silvia Marina Ravazzoni ha accolto la questione relativa alla notifica. Nella sentenza, visionata dall’Adnkronos, i giudici scrivono di aver «accertata la nullità della notifica del ricorso» e, di conseguenza, dichiarano nulla la pronuncia del Tribunale di Milano, sezione Lavoro, dello scorso marzo.
La Corte ha quindi disposto la rimessione della causa al primo giudice e la compensazione delle spese di lite per entrambi i gradi di giudizio.
Il provvedimento non contiene ulteriori considerazioni sulle ragioni della decisione: accoglie la contestazione procedurale presentata dalla difesa, legata alla mancata notifica all’indirizzo dell’europarlamentare.
La causa dovrà ora tornare davanti al Tribunale, chiamato a riesaminare la controversia sul licenziamento dei due ex collaboratori e le relative richieste risarcitorie.
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(con fonte AdnKronos)

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